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Numeri e indici dell’automedicazione, disponibile il rapporto Assosalute 2026

Il report di Assosalute-Federchimica ha analizzato i dati 2025 del settore dell’automedicazione in Italia e in Europa. Prevista contrazione dei volumi nel triennio 2026-2028, a fronte della tenuta dei valori.


Il Centro Studi di Assosalute, associazione di Federchimica, ha pubblicato l’edizione 2026 del volume Numeri e indici dell’automedicazione. Il rapporto dà una panoramica dettagliata del mercato farmaceutico europeo e italiano, con attenzione specifica ai farmaci senza obbligo di prescrizione, cioè Sop. Dai dati raccolti emerge che nel 2025 il mercato farmaceutico retail nei 17 Paesi considerati ha raggiunto un valore complessivo di circa 280 miliardi di euro, segnando un aumento del 6,4%. La spesa per i farmaci Sop in Europa ha superato i 51 miliardi di euro, con una crescita del 3,2%, inferiore a quella registrata nel 2024. Germania, Francia, Regno Unito, Spagna e Italia cubano insieme il 68,5% del mercato europeo dei farmaci senza obbligo di prescrizione. Se a questi Paesi si aggiunge la Polonia, la quota sale al 79,1%. L’Italia, pur rientrando tra i principali mercati europei di riferimento, presenta una spesa pro capite per farmaci senza obbligo di prescrizione tra le più basse del continente, pari a 54,3 euro.

Cosa accade in Italia: le dinamiche di spesa

Analizzando il dato nazionale, nel 2025 sono state dispensate in Italia circa 1,8 miliardi di confezioni di medicinali per un controvalore di oltre 18,9 miliardi di euro. Il comparto dei farmaci con obbligo di prescrizione ha registrato un incremento del 6,8% a valori, mentre i farmaci senza obbligo di prescrizione hanno mostrato un aumento più contenuto, pari al 2,8%. In termini di volumi, si è osservata una contrazione dell’1,5% per i Sop. Il fenomeno è attribuibile alla minore incidenza di alcune patologie stagionali e alla crescente concorrenza dei prodotti per la salute diversi dai farmaci, come integratori e dispositivi medici.

Farmacia fisica mantiene quota predominante

La farmacia fisica continua a detenere una quota predominante del mercato dei farmaci senza obbligo di prescrizione, pari all’87% a volumi e all’89,1% a valori. Il canale online, sebbene ancora residuale, ha registrato una crescita sostenuta del 13,4% a valori. Il rapporto sottolinea come il mercato italiano soffra strutturalmente della mancanza di un ampliamento della proposta terapeutica con ulteriori switch da farmaci con obbligo di prescrizione a farmaci senza obbligo di ricetta, fenomeno che invece caratterizza altri Paesi europei come il Regno Unito e la Germania.

Previsioni per il triennio 2026-2028

Il capitolo dedicato alle previsioni, curato dall’Osservatorio Farmaci del Cergas Bocconi, stima per il 2026 un mercato Sop in lieve contrazione a valori, pari al -0,7%, con una ripresa prevista nel 2027, +1,5%, e nel 2028, +2,1%. Per quanto riguarda i volumi, la tendenza è alla decrescita per l’intero triennio: -4,2% nel 2026, -1,8% nel 2027 e -1,3% nel 2028. Le stime riflettono il trend storico del comparto, gli effetti della stagionalità e l’ipotesi di mantenimento dell’attuale quadro regolatorio.

Distribuzione intermedia e retail

Il rapporto mette in luce anche l’importanza della distribuzione intermedia e finale. Sul fronte retail, il sistema conta 20.295 farmacie, dato aggiornato ad aprile 2026, 4.476 parafarmacie e 536 corner della Gdo. La farmacia fisica resta il principale canale di dispensazione dei farmaci senza obbligo di prescrizione, mentre i canali alternativi e l’e-commerce mostrano una crescita progressiva ma ancora limitata in termini di peso complessivo. Il volume ha esaminato il ruolo della comunicazione pubblicitaria. Per i farmaci Sop la pubblicità è sottoposta a un regime di autorizzazione preventiva da parte del ministero della Salute, diversamente da molti prodotti salutistici come integratori ed erboristici. Un regime autorizzativo preventivo è previsto anche per i dispositivi medici. Il quadro complessivo descritto dal report di Assosalute evidenzia un settore che, pur mostrando segnali di resilienza, necessita di politiche regolatorie più favorevoli per stimolare l’innovazione e ampliare l’accesso a ulteriori opzioni terapeutiche senza obbligo di ricetta.

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