Linfoma B, i risultati di Fase 3 per epcoritamab più lenalidomide
Sono stati presentati i dati di Fase 3 per epcoritamab più lenalidomide in pazienti adulti affetti da linfoma diffuso a grandi cellule B (Dlbcl) recidivato o refrattario,.
La combinazione di epcoritamab, anticorpo bispecifico che coinvolge i linfociti T, e lenalidomide ha mostrato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza libera da progressione (Pfs) in pazienti adulti affetti da linfoma diffuso a grandi cellule B (Dlbcl) recidivato o refrattario. Il 30 giugno 2026 AbbVie, che insieme a Genmab sviluppa la molecola, ha annunciato i risultati principali dello studio di Fase 3 Epcore Dlbcl-4. Il trial ha confrontato il regime privo di chemioterapia con lo standard terapeutico rappresentato da rituximab, gemcitabina e oxaliplatino (R-Gemox). L’analisi primaria pre-specificata ha raggiunto l’endpoint primario, evidenziando riduzione del rischio di progressione della malattia e di morte pari al 60% (Hr 0,40) secondo le regole di censura applicate negli Stati Uniti, e del 56% (Hr 0,44) in base ai criteri utilizzati al di fuori degli Stati Uniti. Entrambi i risultati hanno mostrato un valore di p inferiore a 0,0001.
Dettagli dello studio e profilo di sicurezza
Il trial Epcore Dlbcl-4 è uno studio globale di Fase 3, in aperto, multicentrico e randomizzato. Sono stati arruolati pazienti adulti con linfoma a grandi cellule B recidivato o refrattario, inclusi istotipi come Dlbcl non altrimenti specificato, linfoma a cellule B di alto grado con riarrangiamenti di Myc e BCL2 eo BCL6, linfoma follicolare di grado 3B, linfoma a grandi cellule B ricco di linfociti Tistiociti e linfoma diffuso a grandi cellule B positivo per il virus di Epstein-Barr. I partecipanti avevano ricevuto almeno una linea precedente di terapia sistemica antineoplastica, comprendente chemioterapia combinata con anticorpi monoclonali anti-CD20, e avevano manifestato fallimento o recidiva dopo il trattamento, oppure non erano candidabili al trapianto autologo di cellule staminali e non potevano ricevere la terapia con cellule Car-T. Il regime sperimentale prevedeva epcoritamab per via sottocutanea (con somministrazioni settimanali nei primi tre cicli, poi ogni quattro settimane fino al ciclo 12) e lenalidomide orale (25 mg al giorno per i primi 21 giorni di ciascun ciclo), per un totale di dodici cicli di 28 giorni. Il braccio di controllo ha ricevuto R-Gemox per via endovenosa per un massimo di quattro cicli. Il profilo di sicurezza della combinazione è risultato coerente con i profili noti dei singoli agenti. Lo studio, avviato il 13 agosto 2024, è attualmente in corso.
Sviluppo e prospettive future
Epcoritamab, creato mediante la tecnologia proprietaria Duobody di Genmab, è un anticorpo bispecifico IgG1 progettato per legare simultaneamente il CD3 sui linfociti T e il CD20 sulle cellule B, inducendo la morte cellulare mediata dai linfociti T delle cellule CD20-positive. Già approvato con i marchi Epkinly negli Stati Uniti e in Giappone e Tepkinly nell’Unione europea per indicazioni specifiche in alcuni linfomi, il farmaco è oggetto di co-sviluppo da parte di Abbvie e Genmab. Le due aziende intendono avviare dialoghi con le autorità regolatorie a livello globale per discutere i prossimi passi, e i dati completi dello studio saranno presentati in un futuro congresso medico. La collaborazione prevede la condivisione delle responsabilità commerciali negli Stati Uniti e in Giappone, mentre Abbvie si occuperà della commercializzazione nel resto del mondo. Entrambe le società continuano a valutare l’impiego di epcoritamab in monoterapia e in combinazione in diverse linee terapeutiche per una serie di neoplasie ematologiche, sebbene la sicurezza e l’efficacia per gli usi sperimentali non siano ancora state stabilite.
Potenziale terapia a ciclo fisso
Daejin Abidoye, M.D., vicepresidente, responsabile dell’area terapeutica di oncologia, tumori solidi ed ematologia presso Abbvie, ha spiegato che «nonostante i recenti progressi, rimane un bisogno critico di terapie innovative per migliorare gli esiti per coloro che lottano contro il Dlbcl, un cancro aggressivo e spesso difficile da trattare. I risultati preliminari incoraggianti di oggi evidenziano il potenziale di epcoritamab, una terapia a ciclo fisso, in combinazione con lenalidomide, come un’opzione terapeutica significativa dopo la progressione iniziale della malattia».