Oncologia ospedale-territorio, nel paper Agenas le funzioni di farmacie e farmacisti
Pubblicate le linee Agenas sull’integrazione ospedale-territorio in ambito oncologico. I riferimenti alla Ufa ospedaliera, distribuzione territoriale tramite le farmacie, e funzioni dei farmacisti ospedalieri.
L’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, con l’Osservatorio per il monitoraggio delle Reti oncologiche regionali (Ror), ha elaborato le linee di indirizzo sull’integrazione ospedale-territorio in oncologia, documento collegato al quadro del Pnrr, al Dm 77/2022 e al Piano oncologico nazionale 2023-2027. Nel testo, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni, è stato esaminato nel dettaglio il modello di presa in carico del paziente oncologico cronico che integra ospedale, territorio, domicilio, Case della comunità, Ospedali di comunità, e cure palliative. Anche la gestione dei medicinali ha una funzione operativa nella continuità assistenziale, con riferimento alle terapie antitumorali, alle terapie di supporto, alle cure simultanee e alla distribuzione di medicinali e presidi. Il documento richiama la necessità di assicurare aderenza e sicurezza nella prescrizione, nella preparazione e nella somministrazione dei farmaci antitumorali, compresi i medicinali innovativi, considerate tra i fattori che incidono sull’evoluzione della malattia e sull’organizzazione dei percorsi.
Farmaci e dispositivi nei percorsi territoriali
Nel capitolo dedicato ai servizi, le linee di indirizzo prevedono che alcune attività possano essere collocate nel setting territoriale, secondo la programmazione delle Regioni e delle Province autonome. Le terapie antitumorali somministrabili fuori dall’ospedale sono individuate nelle formulazioni orali, intramuscolo o sottocute e, ove ritenuto appropriato nella pratica clinica, anche in alcune somministrazioni endovenose. Oltre l’erogazione, la gestione territoriale riguarda anche il monitoraggio dell’aderenza, il controllo delle tossicità, e il raccordo con l’oncologia ospedaliera. Nel perimetro dei servizi vengono richiamate la farmacia oncologica, con riferimento all’Unità farmaci antiblastici (Ufa) ospedaliera, e la farmacia territoriale, che in base all’organizzazione interna di Regione e Asl può erogare farmaci e presidi per pazienti cronici acquistati dall’azienda sanitaria e distribuiti direttamente in relazione ai bisogni del paziente o al piano terapeutico. Nel cronoprogramma, la seconda fase prevede una farmacia territoriale che riceve trattamenti non infusionali specifici per pazienti oncologici, da somministrare secondo prescrizione o piano terapeutico. Nella prima fase sono previsti anche i rinnovi dei piani terapeutici, insieme ad ambulatori per stomie, accessi venosi centrali, psiconcologia, riabilitazione, nutrizione, terapie di supporto e cure palliative simultanee.
Fascicolo sanitario elettronico (Fse) con il dossier farmaceutico
Il documento attribuisce al farmacista ospedaliero compiti riferiti alla valutazione dell’appropriatezza clinica, all’analisi dell’aderenza, alla segnalazione delle reazioni avverse, agli studi di farmacovigilanza, alla rilevazione delle interazioni clinicamente rilevanti e al supporto al clinico nelle attività di riconciliazione e medication review. Le funzioni si inseriscono nel modello multiprofessionale nel quale il Gruppo oncologico multidisciplinare (Gom) mantiene la regia del percorso, mentre i servizi territoriali concorrono alla presa in carico. Le linee hanno richiamato anche la sanità digitale: il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) con il dossier farmaceutico tra i contenuti informativi rilevanti e l’integrazione dei flussi comprende l’assistenza farmaceutica ex articolo 50. Si rimanda al paper integrale nella sezione “Documenti allegati”.