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Ecm 2025: nel rapporto Cnfc innovazioni e criticità del sistema

La Commissione nazionale per la formazione continua (Cnfc) ha fotografato lo stato dell’arte del programma Ecm: simulazione, Fad, accessibilità.


La Commissione nazionale per la formazione continua (Cnfc) ha presentato la relazione annuale sullo stato di attuazione del Programma nazionale Ecm, riferita al 2025. Il documento, redatto in prossimità della scadenza del mandato della Commissione stessa, si propone di fare il punto sulle attività svolte, e dare rappresentazione puntuale della situazione in relazione al perseguimento degli obiettivi programmati. La relazione annuale è anche strumento per la verifica del raggiungimento degli obiettivi nazionali e contiene elementi utili per la pianificazione futura. Al termine del mandato, sarà redatto un ulteriore documento strategico che farà un’analisi dettagliata dei risultati conseguiti.

Innovazione delle tipologie formative

Tra gli aspetti emersi dalla relazione, lo spazio dedicato all’innovazione delle tipologie formative. Il gruppo di lavoro per la riforma del sistema Ecm ha concentrato la propria attività sulla revisione dei criteri di attribuzione dei crediti, in particolare sull’introduzione di metodologie didattiche innovative. La Commissione ha audito società scientifiche ed enti specializzati nel settore della simulazione, per valutare possibili modifiche al Manuale nazionale di accreditamento eventi per finalità di chiarificazione e semplificazione.

Metodologie didattiche emergenti

La Sezione II ha approfondito il tema delle metodologie didattiche emergenti, come il metaverso, la gamification, lo storytelling, e i podcast, aggiornando la revisione della letteratura scientifica. Dall’analisi dei dati del sistema Ecm è emerso che solo lo 0,54% dei corsi Fad utilizza metodologie innovative, dato che ha costituito la base del processo di revisione avviato dal Gruppo di riforma. Sono state inoltre formulate ipotesi di aggiornamento dei criteri di attribuzione dei crediti Ecm per la formazione a distanza, della partecipazione minima richiesta e della possibile introduzione di modalità blended.

Qualità della formazione e gestione dei conflitti di interesse

Il miglioramento della qualità del sistema di formazione continua nel settore della salute è stato al centro dell’attività della Cnfc, perseguito attraverso la Sezione III e l’Osservatorio nazionale per la qualità della formazione continua. Nel 2025, la Commissione ha avviato una sperimentazione sulle schede di qualità e sulla comunicazione della bibliografia alla base degli eventi Ecm. La fase sperimentale, conclusasi il 31 dicembre 2025, è stata resa strutturale ma facoltativa a livello nazionale. Il Comitato di Garanzia, deputato alla salvaguardia dell’indipendenza dei contenuti formativi, ha proseguito la propria attività di verifica sugli eventi Ecm erogati dai provider a livello nazionale, valutando il rispetto della normativa in materia di conflitto di interessi e sponsorizzazione. Nelle riunioni sono stati approfonditi temi quali l’attività dei provider al di fuori dell’ambito Ecm, il ruolo del responsabile scientifico, le clausole contrattuali e la conformità normativa.

Condizioni di accessibilità degli eventi

Sul fronte dell’accessibilità della proposta formativa, la Cnfc ha promosso un approfondimento congiunto volto a chiarire i confini delle proprie competenze in materia. È stata avviata, dalla Sezione III in coordinamento con l’Osservatorio, una prima misura di trasparenza che, nel 2026, verrà estesa tramite l’implementazione, sulla piattaforma Ecm, di un flag che consentirà ai provider di dichiarare le condizioni di accessibilità degli eventi. Per quanto riguarda le professioni carenti di proposta formativa, la problematica è stata individuata nella mancanza di una proposta specialistica mirata. È stata realizzata un’analisi finalizzata a evidenziare eventuali professioni con carenza di offerta e a pianificare interventi correttivi. Nel 2025, la Cnfc ha realizzato tre riunioni, durante le quali sono stati accreditati complessivamente 263 provider, di cui 37 provvisori, 40 standard, 158 rinnovi standard e 28 secondi rinnovi standard.

Contributi regionali e prospettive per il futuro del sistema Ecm

Nel 2025, la Cnfc ha promosso una raccolta di contributi da parte delle Regioni e Province Autonome per acquisire elementi conoscitivi utili a integrare la rappresentazione dello stato di attuazione del Programma nazionale Ecm. Hanno risposto al sollecito le Regioni del Veneto, Valle d’Aosta, Toscana, Marche, Liguria, Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Campania, Puglia, Piemonte, Molise e le Province Autonome di Trento e Bolzano. I contributi regionali hanno rafforzato gli elementi già evidenziati nella relazione nazionale, con particolare riferimento all’innovazione delle tipologie formative, alla qualità della formazione e all’accessibilità dell’offerta. Le esperienze territoriali hanno confermato una crescente attenzione verso metodologie innovative come la simulazione, in linea con le attività di revisione dei criteri Ecm avviate dalla Cnfc.

Osservatori regionali dedicati alla valutazione della qualità

La presenza diffusa di Osservatori regionali dedicati alla valutazione della qualità ha confermato il ruolo strategico del monitoraggio qualitativo. I dati quantitativi forniti dalle Regioni hanno inoltre permesso di evidenziare differenze territoriali nella distribuzione dell’offerta formativa e nelle professioni maggiormente coinvolte, contribuendo alle analisi della Cnfc sulle carenze formative. Tra le indicazioni prospettiche emerse, la Regione del Veneto ha sottolineato l’importanza di un rafforzamento del sistema di accreditamento e del monitoraggio qualitativo. La Regione Toscana e la Regione Valle d’Aosta hanno evidenziato la necessità di consolidare le reti formative regionali, in particolare per la simulazione.

Migliorare coordinamento tra regioni

La Provincia Autonoma di Trento e la Regione Marche hanno proposto un ulteriore sviluppo degli strumenti digitali e del portale Ecm per migliorare l’accessibilità e il coordinamento tra livello regionale e nazionale. La Regione Puglia ha suggerito il passaggio dell’Ecm da obbligo formale a strumento di Clinical Governance, con l’introduzione di metodologie più flessibili e integrate. La Regione Piemonte ha proposto di rafforzare le attività di supporto verso i provider e di implementare strumenti più efficaci per la rilevazione dei fabbisogni formativi. I contributi regionali confermano, in conclusione, la vitalità e la diversificazione del sistema Ecm sul territorio nazionale, evidenziando l’esigenza di rafforzare l’integrazione tra livello nazionale e regionale, sviluppare strumenti condivisi di monitoraggio e promuovere l’innovazione metodologica e digitale.

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