Celiachia in Italia: nel 2024 quasi 280 mila diagnosi e 273 milioni di spesa per alimenti senza glutine
La Relazione annuale al Parlamento ha fotografato l’impatto della celiachia in Italia: nuovi casi, progetti di screening pediatrico, edevoluzione dell’erogazione con la dematerializzazione del buono con Sistema Ts.
Il ministero della Salute ha reso disponibile la Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia, riferita all’anno 2024. Il documento, curato dalla Direzione Generale dell’Igiene e della Sicurezza Alimentare sotto la responsabilità del direttore Generale Dr. Ugo Della Marta, presenta il quadro dettagliato sullo stato della patologia in Italia. Gli autori principali sono la Dr.ssa Simona De Stefano, direttore dell’Ufficio 5, la Dr.ssa Nunzia Liguori, Dirigente Biologo dello stesso ufficio, il Dr. Michele De Martino, Funzionario informatico, la Dr.ssa Olimpia Vincentini e il Dr. Marco Silano dell’Istituto superiore di sanità. I dati mostrati hanno confermato che la celiachia, riconosciuta come malattia sociale dal 2005, interessa una popolazione in costante crescita, con impegno economico del Servizio sanitario nazionale per garantire la dieta senza glutine.
Quadro epidemiologico e peso economico del Ssn
Al 31 dicembre 2024, i soggetti diagnosticati con celiachia in Italia hanno raggiunto la quota di 279.512, con incremento netto di 14.410 nuove diagnosi rispetto all’anno precedente. La distribuzione per sesso ha confermato la netta prevalenza femminile, con rapporto di 2 a 1 a livello nazionale, che in regioni come Calabria, Molise e Sardegna arriva a 3 a 1. La prevalenza nazionale si attesta allo 0,47%, con valori più elevati in Valle d’Aosta (0,59%), Toscana (0,58%) e Umbria (0,54%). Per supportare l’alimentazione senza glutine, il Ssn ha erogato nel 2024 prodotti in esenzione per un valore complessivo di quasi 273 milioni di euro, con una spesa media pro-capite di 975,54 euro. Le regioni con la spesa totale più elevata sono state la Lombardia (oltre 49 milioni), il Lazio (25 milioni) e la Campania (26 milioni).
Screening pediatrico pilota e le prospettive di prevenzione
Un capitolo del rapporto è dedicato al progetto pilota di screening per celiachia e diabete di tipo 1 in età pediatrica, denominato D1ceScreen e coordinato dall’Iss. L’iniziativa, svolta tra il 2023 e il 2024 in quattro regioni – Lombardia, Marche, Campania, Sardegna –, ha coinvolto 5.535 bambini di 2, 6 e 10 anni, arruolati tramite 429 Pediatri di Libera Scelta. I risultati dello screening sierologico hanno rilevato che il 2,8% dei bambini è risultato positivo agli anticorpi anti-transglutaminasi Iga (Ttg-Iga), mentre un ulteriore 1,1% ha mostrato valori borderline. L’analisi genetica ha evidenziato che il 44% del campione presenta una predisposizione (alleli Hla-DQ2DQ8), con una percentuale che in Sardegna raggiunge il 57%. Il progetto ha dimostrato la fattibilità organizzativa e l’alta adesione delle famiglie, gettando le basi per il futuro programma nazionale di screening istituito per legge nel 2023, il cui monitoraggio è affidato all’Osservatorio nazionale sul diabete di tipo 1 e sulla celiachia.
Erogazione, formazione, e futuro della dematerializzazione
Il documento ha dedicato spazio alle modalità di assistenza. L’erogazione gratuita riguarda alimenti “specificamente formulati per celiaci”, suddivisi in categorie come pane e affini, pasta, prodotti da forno dolciari e cereali per la prima colazione. L’acquisto è soggetto a limiti di spesa mensili differenziati per sesso ed età. La legge garantisce il pasto senza glutine nelle mense scolastiche, ospedaliere e pubbliche, che nel 2024 sono state 33.027. A supporto della ristorazione, sono stati organizzati 700 corsi di formazione per operatori del settore alimentare, con 17.139 partecipanti. Una svolta importante è prevista per il sistema di erogazione: con la Legge di Bilancio 2026 è stata finanziata la piena dematerializzazione del buono tramite il Sistema tessera sanitaria. Ciò consentirà di spendere il credito su tutto il territorio nazionale, in farmacie, parafarmacie, negozi specializzati, e grande distribuzione, per circolarità e concorrenza.