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Farmaceutica: a Roma il confronto della Sif su accesso, sostenibilità, e competitività

Un evento della Società italiana di farmacologia (Sif) ha riunito a Roma istituzioni, industria, e comunità scientifica per definire priorità e strumenti.


Il 7 maggio 2026 la Società italiana di farmacologia (Sif) ha promosso a Roma l’incontro “Il futuro della farmaceutica”, evento a cui era presente anche FarmaciaVirtuale.it. L’iniziativa ha riunito rappresentanti di istituzioni, industria e comunità scientifica per avviare un confronto strutturato sulle sfide del settore farmaceutico italiano in un contesto globale segnato da instabilità geopolitica, rapidi sviluppi scientifici e crescente complessità regolatoria. Come emerso all’evento della Sif, il sistema italiano necessita di scelte rapide, una visione condivisa e un rafforzamento strutturale della governance per garantire accesso all’innovazione, sostenibilità e competitività internazionale. Nel corso del dibattito è emersa la necessità di intervenire lungo tre direttrici strategiche: accesso tempestivo ai farmaci, impatto delle dinamiche internazionali e rafforzamento dell’ecosistema di ricerca e sviluppo.

«Urgente per l’Italia fare un salto di qualità»

Armando Genazzani, presidente della Società italiana di farmacologia Sif, ha sottolineato che «lo sviluppo farmaceutico sta attraversando un’era d’oro, con nuove tecnologie e tanti farmaci che fanno la differenza per i nostri pazienti. Eppure, è urgente per l’Italia fare un salto di qualità nella capacità di fare sistema per essere protagonista. Riteniamo, per questo, fondamentale promuovere un confronto strutturato tra tutti gli attori – istituzioni, industria, comunità scientifica e clinica – per individuare soluzioni condivise, ridurre le frammentazioni e rafforzare il ruolo dell’Italia in un contesto sempre più competitivo e interconnesso. Aiutare la politica a prendere decisioni vuol dire anche essere in grado di fare sintesi tra posizioni diverse mettendo a disposizione le proprie competenze».

Integrare innovazione, sostenibilità e prossimità

Marcello Gemmato, sottosegretario di Stato al ministero della Salute, ha spiegato che «il futuro della farmaceutica richiede una visione strategica unitaria. Il Testo Unico Gemmato della Legislazione Farmaceutica va in questa direzione: integrare innovazione, sostenibilità e prossimità. È la condizione per garantire ai cittadini un accesso tempestivo ed equo alle terapie, mantenendo elevati standard di qualità e sicurezza, rafforzando la tenuta del sistema e la capacità del Paese di attrarre investimenti. Il Governo assicura stabilità e un metodo fondato su confronto e ascolto. Solo così si costruiscono interventi condivisi, concreti e utili alla sanità pubblica. Il nostro Ssn è un patrimonio da tutelare e modernizzare con il contributo di tutti gli attori che ogni giorno lo animano con competenza e dedizione».

Industria farmaceutica asset strategico per la salute dei cittadini

Marcello Cattani, presidente Farmindustria, ha ricordato che «lo scenario internazionale impone oggi all’Italia scelte chiare e coraggiose: l’industria farmaceutica è un asset strategico per la salute dei cittadini, ma anche per la competitività, la crescita, l’occupazione, lo sviluppo delle competenze e la sicurezza della nostra Nazione. In questo quadro, è fondamentale rafforzare la capacità di fare sistema, semplificare i processi decisionali e garantire un accesso rapido e uniforme all’innovazione su tutto il territorio nazionale, guardando anche alle politiche messe in campo dall’amministrazione statunitense, come la clausola della Most favored nation».

Industria pronta a fare la propria parte

Per il Presidente Cattani «l’industria è pronta a fare la propria parte, investendo in ricerca, sviluppo e produzione, ma è necessario un quadro regolatorio stabile, prevedibile e capace di valorizzare il contributo del settore. Confidiamo nel percorso parlamentare del Testo Unico sulla legislazione farmaceutica perché solo attraverso una collaborazione strutturata tra istituzioni, comunità scientifica e industria possiamo cogliere appieno le opportunità offerte da questa fase di trasformazione e consolidare il ruolo dell’Italia come hub farmaceutico di primo piano a livello internazionale. La voce delle società scientifiche, e della Sif in particolare, ha grande rilevanza per costruire una consapevolezza condivisa che permetta di guardare oltre ad interventi economicistici, come quello della revisione del prontuario a cui sta lavorando Aifa, per costruire un contesto favorevole all’innovazione, basato sulla valutazione e la valorizzazione degli esiti delle cure».

Programmi di accesso anticipato ai farmaci, anche a carico del Ssn

Claudio Jommi, presidente Eletto Ispor Italy-Rome Chapter, ha evidenziato che «l’Italia ha attivato da tempo programmi di accesso anticipato ai farmaci, anche a carico del Servizio sanitario nazionale. Tali programmi presentano però una forte frammentarietà e regole diverse nella gestione degli stessi. E’ importante, a partire da una disamina di vantaggi e rischi dell’accesso precoce e delle esperienze internazionali, prima fra tutte quella francese, definire un sistema più strutturato di early access che preveda in modo chiaro le condizioni di eleggibilità, i processi di gestione, gli effetti sul percorso di accesso ordinario e le clausole di salvaguardia per tutti gli stakeholder».

Italia non può restare ferma

Massimo Riccaboni, professore di Economia, direttore Axes, Imt, Scuola Alti Studi, Lucca, ha precisato che «la nuova politica americana Most Favored Nation (Mfn) àncora i prezzi dei farmaci negli Stati Uniti a quelli praticati in un gruppo di paesi, tra cui l’Italia. I prezzi netti italiani, già tra i più bassi tra i paesi industrializzati, rischiano di diventare il benchmark, diretto o indiretto, del mercato americano, con evidenti implicazioni per la sostenibilità della spesa farmaceutica e l’accesso all’innovazione. Inoltre, la politica Mfn rischia di avere ripercussioni pesanti sull’export e sull’attrattività per gli investimenti diretti esteri. L’Italia non può permettersi di restare ferma mentre gli altri paesi si stanno già adattando al nuovo contesto internazionale».

In Italia qualità scientifica per essere protagonista

Secondo Giulio Pompilio, direttore Scientifico del Centro Cardiologico Monzino Irccs, «la farmaceutica del futuro si costruisce dove ricerca scientifica, sperimentazione clinica e visione industriale riescono a procedere insieme. L’Italia ha le competenze, le strutture e la qualità scientifica per essere protagonista, ma deve rendere più forte e più attrattivo il proprio ecosistema della ricerca clinica, superando ritardi attuativi e disomogeneità organizzative. Investire in ricerca e sviluppo farmaceutico significa oggi investire contemporaneamente in salute, innovazione, competitività e crescita economica».

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