Sciopero 13 aprile: Federfarma conferma bassa adesione
I dati definitivi Federfarma sullo sciopero dei dipendenti di farmacia privata hanno indicato la partecipazione contenuta. Solo 52 farmacie chiuse per mancanza di personale.
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Federfarma ha diffuso i dati aggiornati relativi allo sciopero nazionale dei dipendenti di farmacia privata del 13 aprile 2026. Le rilevazioni, condotte su un campione di circa 10mila esercizi, equivalenti a oltre il 50% del totale nazionale, hanno tassi di adesione differenziati. In particolare, come si legge in una nota, hanno mostrato «un tasso di adesione intorno al 9% tra il personale farmacista e intorno al 2,5% tra i dipendenti non farmacisti, con una media ponderata complessiva pari circa al 7%. Soltanto 52 farmacie sono rimaste chiuse per mancanza di personale».
Federfarma disponibile al confronto sui dati
Federfarma ha spiegato che le rilevazioni «effettuate sulla base delle comunicazioni pervenute da circa 10mila farmacie (pari a oltre il 50% del totale), confermano che la partecipazione dei dipendenti è diminuita di oltre il 50% rispetto allo sciopero del 6 novembre 2025. A tal proposito, si evidenzia come il campione di 6mila farmacie presentato all’indomani dello sciopero sarebbe stato già ampiamente sufficiente per garantire la validità statistica del dato, che risulta quindi pienamente confermato». Inoltre «Federfarma è disponibile a confrontarsi con le Organizzazioni sindacali sui dati, che sono stati raccolti nel pieno rispetto della privacy dei dipendenti e sono facilmente verificabili».
«Pervenire in tempi brevi alla conclusione delle trattative»
Come sottolineato da Federfarma «da verifiche effettuate a campione emerge che le farmacie nelle quali i dipendenti non si sono astenuti dal lavoro, tendono a non comunicare tale informazione. Pertanto è verosimile che il tasso complessivo di adesione allo sciopero sia ancor più basso«. Dunque «a prescindere da qualsiasi considerazione sull’entità della partecipazione allo sciopero, Federfarma ribadisce la propria convinzione che sia necessario pervenire in tempi brevi alla conclusione delle trattative, nell’interesse dei dipendenti che potranno così beneficiare quanto prima di migliori condizioni economiche e lavorative». Federfarma ha poi auspicato «che le Organizzazioni sindacali effettuino una profonda riflessione sulle proposte oggetto di contrattazione e, superando le attuali posizioni, si rendano finalmente disponibili a riaprire le trattative da loro interrotte».