Contributo genitorialità Enpaf: liquidati 131mila euro
L’Enpaf ha approvato le domande presentate tra metà febbraio e metà marzo 2026. Il pagamento è fissato per il 15 aprile. Pubblicati gli elenchi delle istanze accolte e respinte.
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L’Ente nazionale di previdenza e assistenza farmacisti (Enpaf) ha reso noto l’esito della seconda tranche di valutazione delle domande per il contributo di sostegno alla genitorialità relative al 2026. L’Ente ha disposto la liquidazione dell’importo complessivo di 131mila euro, che segue quella relativa al primo lotto di domande, a inizio marzo, che aveva riguardato 104 istanze per un totale di 104mila euro. Le istanze esaminate in questa fase sono state presentate nel periodo compreso tra il 15 febbraio e il 14 marzo 2026. Il pagamento a favore dei richiedenti i cui diritti sono stati riconosciuti avrà valuta 15 aprile 2026. Gli elenchi completi, sia delle domande accolte che di quelle respinte, sono stati pubblicati nella sezione dedicata del sito istituzionale Enpaf.
Regole di valutazione e scadenze future
L’Ente ha precisato che la pubblicazione si riferisce solo alle domande pervenute entro il 14 marzo e che comunicazioni successive riguarderanno le istanze ricevute dopo tale data, che saranno esaminate e rese note periodicamente. In caso di rigetto per documentazione incompleta, irregolare o per irregolarità contributiva, non è consentito integrare la pratica esistente. È tuttavia possibile presentare un’ulteriore domanda, che sarà valutata in base all’ordine di arrivo e nei limiti dello stanziamento disponibile, a condizione che le irregolarità che hanno causato il primo respingimento siano state sanate.
Motivazioni dei rigetti e procedura per i ricorsi
Tra le domande non conformi, le motivazioni di esclusione più frequenti hanno riguardato la non conformità del patrimonio mobiliare del richiedente, la presentazione di documentazione incompleta o non regolare e la non conformità o l’assenza dei parametri Isee. Altre cause di rigetto sono state la presentazione della domanda al di fuori dei termini previsti, irregolarità nella posizione contributiva, o la mancata attività professionale del richiedente. L’Enpaf ha stabilito che eventuali ricorsi, ammissibili esclusivamente per errori materiali dell’Ufficio o per questioni di interpretazione del regolamento, devono essere indirizzati al Comitato Esecutivo dell’Ente e inviati tramite Posta elettronica certificata all’indirizzo posta@pec.enpaf.com entro l’11 maggio 2026. I ricorsi presentati per motivazioni diverse da quelle indicate saranno dichiarati inammissibili d’ufficio.