Anmvi: più semplificazioni e rinvio Spid per Vetinfo
L’Associazione nazionale medici veterinari italiani ha inviato al ministero della Salute una serie di proposte per semplificare la transizione alle credenziali forti, prevista dal 1 giugno 2026.
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L’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi) ha chiesto al ministero della Salute, nello specifico alla direzione generale della Salute Animale, la revisione delle modalità di implementazione dell’autenticazione con credenziali forti per i sistemi informativi veterinari. Dal 1° giugno 2026 l’accesso al portale Vetinfo e alle sue applicazioni, come la Ricetta elettronica veterinaria (Rev) e il Sistema di identificazione nazionale animali da compagnia (Sinac), sarà consentito con Spid o Carta nazionale dei Servizi. L’Anmvi ha espresso perplessità sull’impatto operativo della novità, in grado di costituire un impedimento alle attività prescrittive di routine.
Transizione deve considerare le criticità operative
Le proposte dell’Anmvi vogliono agevolare transizione e continuità del servizio. È stato richiesto il rinvio della scadenza del 1 giugno, per un periodo di adeguamento più congruo sia per i sistemi gestionali privati in uso nelle strutture veterinarie, sia per l’organizzazione operativa complessiva. Un’altra richiesta ha riguaradto l’introduzione di forme di riconoscimento biometrico – digitale, oculare o facciale – per evitare la duplicazione delle procedure di login su dispositivi diversi. L’associazione sottolinea come, dal punto di vista della sicurezza, lo Spid preveda già tale possibilità. Ulteriori punti vedono la necessità della durata ragionevole della sessione di autenticazione, per non doverla rinnovare a ogni singola emissione di Rev, e la garanzia della modalità offline in caso di connessione Internet assente o instabile, situazione frequente in contesti come gli allevamenti.
Tutela dell’attività dei medici veterinari
Marco Melosi, presidente Anmvi, ha spiegato che «comprendiamo le ragioni di sicurezza pubblica e anzi riteniamo doveroso, nell’interesse dei veterinari liberi professionisti, tutelare i dati massivamente prodotti nell’esercizio della loro attività quotidiana. Per i liberi professionisti gli adeguamenti telematici si traducono sempre in costi di adeguamento, tempi di rieducazione telematica, maggiori oneri e tempistiche che si riflettono inevitabilmente anche sul cliente finale».