Fascia C, la polemica sulla liberalizzazione continua sui social
Botta e risposta sul social network tra la campagna “Liberalizziamoci” e un farmacista, in merito alla possibile liberalizzazione dei farmaci di fascia C.
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Mentre il disegno di legge sulla concorrenza aspetta il dopo-elezioni amministrative per riprendere il proprio iter presso la commissione Industria del Senato, la polemica circa la possibile liberalizzazione dei farmaci di fascia C prosegue sul web. La campagna “Liberalizziamoci” ha infatti postato un messaggio sul proprio profilo Facebook, nel quale Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad, spiega: «La presidente di Federfarma ha affermato che la farmacia è un patrimonio di cui dispone il nostro Paese. Non è vero: è un patrimonio per i titolari di farmacia, che continuano a ignorare il disagio delle famiglie, con margini sulle vendite tra i più alti in Europa, mentre solo una farmacia su otto applica gli sconti che la legge consente dal 2012. Ecco perché Federfarma si oppone a qualsiasi riforma, attaccando la Gdo, mentre un numero crescente di italiani sta tagliando anche le spese sui farmaci non mutuabili».
A questa parole ha risposto un farmacista, chiedendo «se il signor Pugliese abbia mai sostenuto esami di legislazione farmaceutica o abbia mai visto i listini delle ditte sui farmaci di fascia C, per dire queste cose infondate. Io, da farmacista, non mi permetterei mai di dire che alla Conad i ricarichi sugli alimenti sono i più alti di Europa, semplicemente perché non conosco la situazione». Pronta la replica dei gestori dell’account “Liberalizziamoci”: «Il fatto che i margini dei farmacisti italiani siano tra i più alti in Europa è un dato diffuso dal ministero dello Sviluppo Economico. Pugliese ha letto i dati, come chiunque può fare, trattandosi di informazioni di dominio pubblico».
Quindi la controreplica del farmacista: «Ma infatti non ho detto questo. L’inesattezza sta nel fatto che il signor Pugliese riporta questa notizia senza minimamente accennare a quanto ammontano le spese di gestione medie. Si fa presto a dire che in Italia le entrate sono alte e che quindi questi soggetti si arricchiscono, senza sapere però quali siano le uscite che si devono affrontare per mandare avanti un’impresa del genere…».