Zanubrutinib, i dati a lungo termine nei pazienti over 80 con Llc
Sono stati pubblicati i dati dello studio di Fase 3 Sequoia relativi a zanubrutinib nei pazienti over 80 con Llc.
Un’analisi di sottogruppo dello studio di Fase 3 Sequoia ha evidenziato come zanubrutinib, inibitore della tirosin-chinasi di Bruton (Btk) sviluppato da BeOne Medicines, possa dare beneficio clinico sostenuto in pazienti affetti da leucemia linfatica cronica o linfoma a piccoli linfociti (Llcsll) di età pari o superiore agli 80 anni. I dati, che verranno presentati nel corso del Congresso dell’Associazione europea di ematologia (Eha) del 2026 a Stoccolma, si basano su un follow-up mediano di circa 78 mesi, come parte dei set informativi più ampi mai raccolti sulla specifica fascia demografica all’interno di un contesto clinico controllato.
Tassi di sopravvivenza libera da progressione
Nell’analisi sono stati inclusi 38 pazienti con un’età mediana di 81 anni, arruolati al momento dell’avvio dello studio. La popolazione presentava un profilo di rischio elevato: il 36,8% dei soggetti mostrava una delezione del cromosoma 17p e/o una mutazione del gene TP53, mentre il 57,9% era caratterizzato da uno stato di Ighv non mutato. Dopo un periodo di osservazione di 78,8 mesi, il tasso di risposta globale (Orr) è risultato pari al 100%, con una risposta completa nel 18,4% dei casi. La sopravvivenza libera da progressione (Pfs) a 72 mesi è stata del 63,8% e la sopravvivenza globale (Os) a 72 mesi si è attestata al 75,9%. Il 36,8% dei pazienti era ancora in trattamento al momento del cutoff dei dati. Il profilo di sicurezza è risultato coerente con quanto già noto per il farmaco, mostrando una tollerabilità adeguata anche in una popolazione anziana e con comorbidità.
Beneficio duraturo di zanubrutinib ai pazienti ottantenni
Amit Agarwal, M.D., Ph.D., Chief Medical Officer, Hematology, di BeOne Medicines ha spiegato che «sebbene l’età mediana alla diagnosi della Llc sia di 70 anni e l’età media dell’inizio del trattamento è intorno ai 75 anni, molti studi clinici registrativi continuano a sottorappresentate i pazienti che i medici incontrano più spesso nella pratica clinica. Questi dati dimostrano che il beneficio duraturo di zanubrutinib si estende ai pazienti ottantenni, compresi quelli con caratteristiche di alto rischio. Altrettanto importante, i tassi costantemente bassi di fibrillazione atriale osservati con zanubrutinib negli studi clinici e nei dati di real word evidence rafforzano il suo favorevole profilo di tollerabilità in una popolazione più anziana, fornendo un’importante solidità alle decisioni di trattamento in prima linea e supportandone il ruolo come inibitore di Btk di base».