Vendita online, in Francia giudice dice no alla conservazione dei medicinali fuori i locali della farmacia
Un farmacista francese, di fronte al successo della vendita online, ha deciso di aprire un magazzino lontano dalla propria farmacia. Per i giudici, però, la pratica non è lecita.

In pratica, nel corso del tempo il buon andamento delle vendite dei medicinali non sottoposti a prescrizione medica – che sono state avviate nel 2011 – ha spinto Lailler a decidere di risolvere il problema della mancanza di spazio. Basti pensare che il sito è arrivato a ricevere circa 100 mila ordini solamente lo scorso anno (il che ha rappresentato il 30% del fatturato aziendale). Così, se all’inizio il sito internet era direttamente collegato alla farmacia, la decisione è stata quella di aprire un nuovo locale, a poco più di tre chilometri di distanza. Per assicurare il buon andamento della vendita online, Lailler ha assunto dei farmacisti ai quali è stato chiesto di vigilare sul sistema, in particolare sulla dispensazione via web. Ciò, tuttavia, non è bastato a far accettare la pratica all’Agenzia regionale per la Salute, che una volta informata del cambiamento (dallo stesso farmacista, nel mese di febbraio del 2014) ha ricordato che affinché la vendita online possa proseguire i farmaci ceduti su internet devono, appunto, essere conservati direttamente nella propria farmacia. Di qui la battaglia legale, terminata con la sentenza di Nantes.
Nonostante il successo della farmacia di Caen, in Francia, fino ad oggi, la cessione online di medicinali stentano a decollare. Fino ad ora sono circa 350 i professionisti che hanno deciso di aprire un sito per la vendita, su un totale di circa 22 mila farmacie presenti sul territorio nazionale.