Durante la conferenza della Respiratory syncytial virus foundation (Resvinet), a Roma dal 17 al 20 febbraio 2026, Gsk – azienda presente in Italia con headquarter a Verona, centri di ricerca a Siena, e siti produttivi a Parma e Rosia – ha presentato i dati aggiornati di efficacia del suo vaccino ricombinante adiuvato contro il virus respiratorio sinciziale (Rsv). Le evidenze, derivate da studi osservazionali condotti su larga scala, hanno mostrato l’associazione tra la vaccinazione e la riduzione dei ricoveri correlati all’infezione da Rsv negli adulti di età pari o superiore a 60 anni. Gli studi hanno suggerito il potenziale riduzione del rischio di eventi cardiovascolari maggiori e di gravi riacutizzazioni di Bpco e asma durante i ricoveri per Rsv.

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Studio statunitense su una coorte di oltre 2,5 milioni di individui

La ricerca principale è uno studio retrospettivo di coorte condotto negli Stati Uniti, per valutare l’efficacia del vaccino nella prevenzione delle ospedalizzazioni legate all’Rsv. L’analisi ha incluso oltre 2,5 milioni di persone, di cui 520.440 vaccinate tra il primo agosto 2023 e il 31 maggio 2024, abbinate in un rapporto di 1:4 con 2.081.760 individui non vaccinati. Ebbene, i risultati hanno mostrato efficacia vaccinale associata del 75,6% contro i ricoveri per Rsv, con un follow-up mediano di 5,6 mesi dopo la somministrazione. Lo studio ha esaminato anche endpoint esplorativi, riscontrando efficacia associata del 63,1% contro gli eventi cardiovascolari avversi maggiori, come infarto e ictus, durante un ricovero per Rsv in pazienti con preesistente malattia cardiovascolare. È stata osservata un’efficacia associata del 74,4% contro le gravi riacutizzazioni di Bpco e del 61,6% contro quelle di asma durante l’ospedalizzazione per Rsv in pazienti affetti da tali condizioni respiratorie croniche.

Conferme anche da uno studio danese

Un ulteriore studio di coorte nazionale condotto in Danimarca su pazienti con Bpco di età pari o superiore a 60 anni ha rilevato un’efficacia vaccinale associata del 100% nella prevenzione dei ricoveri legati all’Rsv. Le analisi di entrambi gli studi statunitense e danese sono state presentate nel corso del congresso a Roma. È necessario sottolineare che la ricerca osservazionale non può stabilire un nesso causale diretto tra la vaccinazione e la riduzione dei rischi correlati all’Rsv. Tuttavia, i risultati presentato coXXXntribuiscono al corpus di evidenze scientifiche in crescita che indicano riduzioni del rischio osservate in malattie cardiovascolari e respiratorie preesistenti. Il vaccino Rsv di Gsk, appunto, è indicato per la prevenzione della malattia delle basse vie respiratorie causata dal virus.

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