Vaccinazioni anti-covid Campania, dalla Regione le norme attuative per le farmacie
Il disciplinare tecnico della Regione Campania regolamenta le operazioni a carico delle farmacie e delle altre parti coinvolte nella campagna vaccinale anti-covid.
La Regione Campania ha trasmesso ad Assofarm, Federfarma e Ordini dei farmacisti il disciplinare tecnico attuativo dell’accordo per la somministrazione del vaccino anti Sars-Cov-19 presso le farmacie che operano sul territorio. Oggetto del documento è la distribuzione e somministrazione dei vaccini che, come da Art. 1 dell’accordo regionale, non richiedono la disponibilità di congelatori per la conservazione nel medio-lungo periodo. Come si legge nel disciplinare «la scelta preferenziale ricadrà sul vaccino Janssen, in quanto non prevede richiamo e quindi si adatta alle esigenze della vaccinazione di massa richiesta alle farmacie. L’utilizzo di tale vaccino – prosegue l’ente regionale – è approvato a partire dai diciotto anni di età, sebbene attualmente l’Aifa raccomandi la somministrazione preferenziale a persone di età superiore ai sessant’anni, ovvero di coloro che, avendo un rischio elevato di malattia grave o letale, necessitano di essere protette in via prioritaria. Resta intesa la possibilità di distribuire e utilizzare in farmacia anche altre tipologie di vaccini, sulla base delle necessità e delle evoluzioni normative, organizzative e direttive della Regione».
Incarichi della farmacia
Per avviare l’attività vaccinale, ogni farmacia è tenuta a confermare al Servizio farmaceutico della Asl competente per territorio la propria volontà a partecipare alla campagna di somministrazione, comunicando il luogo dove intende somministrare i vaccini. Dovrà poi indicare il numero presuntivo di vaccinazioni giornaliere, previste sulla base della dimensione e della tipologia di locali dedicati a tal fine, del numero di persone impiegate nell’attività, degli orari d’accesso e volume dell’utenza stimata. L’attività dovrà essere gestita dalle Asl per tramite dei propri servizi Dpc che dovranno registrare tali informazioni e distribuire le confezioni di vaccino in numero coerente con la programmazione. «Le farmacie – precisa la Regione nel disciplinare – richiederanno le dosi di vaccino al servizio Dpc della Asl, attraverso appropriato canale di comunicazione definito e attivato per la gestione delle attività descritte. Successivamente, con cadenza clinica, la Asl verificherà le richieste di rimpinguamento a favore della farmacia, in funzione della sua reale operatività vaccinale e autorizzerà le consegne con cadenza settimanale o anche a intervalli inferiori, comunque sempre a seguito di richiesta da parte della farmacia».
Adempimenti burocratici e somministrazione
La farmacia selezionerà i nominativi dei cittadini già inseriti nella piattaforma regionale (o inseriti dalla stessa farmacia) per la presa in carico e organizzerà la seduta vaccinale. Dopo aver completato tutta la documentazione istruttoria amministrativa per la vaccinazione, procederà alla somministrazione, a seguito della quale è tenuta a rilasciare al cittadino l’attestazione di avvenuta vaccinazione. Nel caso di vaccino che preveda richiamo, la farmacia provvederà a rilasciare la documentazione relativa alla somministrazione della seconda dose. Infine, se l’utente ha attivato il Fse, la farmacia lo completerà con i dati connessi all’evento vaccinale. Come previsto nel disciplinare, «nel caso in cui, per motivi improvvisi, eccezionali e non prevedibili, la farmacia non abbia più la possibilità di utilizzare i flaconi in dotazione entro i loro termini di validità, la stessa avrà cura di comunicare tempestivamente le scorte non utilizzate al servizio Dpc, che provvederà a indicare alla farmacia la modalità di smistamento di tali eccedenze».