Upadacitinib, via libera alla rimborsabilità Aifa per malattia di Crohn
Il trattamento a base di upadacitinib (Rinvoq) ha ottenuto la rimborsabilità dall’Aifa per la malattia di Crohn attiva da moderata a severa.
Abbvie, azienda biofarmaceutica globale basata sulla ricerca, ha annunciato il 23 maggio 2024 che l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità in Italia di upadacitinib 45 mg, dose d’induzione, e 15 e 30 mg, dosi di mantenimento, come primo Jak inibitore per il trattamento di pazienti adulti con malattia di Crohn attiva da moderata a severa che hanno avuto una risposta inadeguata, hanno perso la risposta o sono risultati intolleranti alla terapia convenzionale o a un agente biologico. Come reso noto da Abbvie «la Commissione europea aveva approvato upadacitinib ad aprile 2023 grazie ai risultati di due studi clinici di induzione, U-Exceed e U-Excel, e di uno studio di mantenimento, U-Endure.1 Gli studi clinici hanno mostrato risultati positivi nella risposta endoscopica, nel raggiungimento della remissione clinica e nella guarigione della mucosa intestinale».
I trattamenti per i quali upadacitinib è rimborsato in Italia
Come spiegato da Abbvie, si tratta della «sesta indicazione rimborsata dal Servizio sanitario nazionale in Italia per upadacitinib. Oltre alla malattia di Crohn, in Italia upadacitinib è rimborsato per il trattamento dei pazienti adulti con colite ulcerosa, artrite reumatoide, artrite psoriasica, spondilite anchilosante e dermatite atopica». L’azienda ha ricordato inoltre che «la malattia di Crohn è una patologia sistemica cronica che si manifesta con un’infiammazione della parete gastrointestinale, che causa diarrea persistente e dolore addominale. È una patologia progressiva, cioè peggiora nel tempo in una consistente percentuale di pazienti e può portare a complicanze che richiedono cure mediche urgenti, compreso l’intervento chirurgico. Poiché i segni e i sintomi della malattia di Crohn sono imprevedibili, questo comporta un impatto significativo per le persone che ci convivono, non solo dal punto di vista fisico ma anche emotivo ed economico».