Healthcare Policies & Regulations

Tumori neuroendocrini, le priorità per il Ssn in un position paper

Presentato al Senato un documento per ridurre i ritardi diagnostici e le disuguaglianze nell’accesso alle cure innovative.


È stato presentato a Roma il 21 luglio 2026, al Senato, il position paper “Tumori neuroendocrini: dalla diagnosi tardiva alla presa in carico specialistica. Rafforzare i percorsi, ridurre la frammentazione, preparare l’accesso all’innovazione”. L’evento, promosso dal Senatore Guido Quintino Liris, membro della Commissione Bilancio, ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, esperti clinici e associazioni dei pazienti. Il documento, redatto con il supporto non condizionante di Ipsen, è una proposta di lavoro indirizzata alle istituzioni nazionali e regionali, alla comunità scientifica e a tutti gli attori coinvolti nell’assistenza ai pazienti affetti da tumori neuroendocrini (Net). L’intento dell’iniziativa è rafforzare i percorsi diagnostico-terapeutici, ridurre le disuguaglianze territoriali, favorire un accesso più tempestivo e appropriato alle innovazioni terapeutiche oggi disponibili.

Le cinque proposte operative del documento

Il position paper ha individuato cinque ambiti di intervento prioritari per il Servizio sanitario nazionale. Il primo riguarda la necessità di ridurre i ritardi diagnostici e migliorare l’appropriatezza degli accertamenti, evitando percorsi frammentati e la ripetizione di esami non necessari. Una seconda priorità consiste nel rafforzare il network tra la medicina territoriale, gli specialisti e i centri di riferimento, in modo da facilitare un accesso tempestivo al percorso di cura per i pazienti. Il terzo punto prevede la promozione di criteri condivisi per la diagnosi, la caratterizzazione e la stratificazione dei pazienti, incluse le forme diagnosticate in modo incidentale. Al centro anche l’importanza di investire nella formazione dei professionisti sanitari coinvolti nelle diverse fasi del percorso assistenziale. Il documento ha valorizzato il ruolo delle associazioni dei pazienti nella definizione dei bisogni e dei modelli assistenziali.

Innovazione dei modelli organizzativi

Irina Zotova, presidente e amministratore delegato Ipsen Italia, ha ricordato che «l’evoluzione terapeutica rappresenta una straordinaria opportunità, ma deve essere accompagnata anche da un’innovazione dei modelli organizzativi. Ecco perché il nostro impegno non si esaurisce nello sviluppo di soluzioni terapeutiche ma comprende anche la promozione del dialogo tra istituzioni, comunità scientifica e associazioni dei pazienti così da contribuire alla costruzione di percorsi più efficaci, sostenibili e centrati sui bisogni delle persone».

© Riproduzione riservata