Tumore prostata, studio Dasl-Hicap: con darolutamide rischio metastasi ridotto del 58%
Lo studio di Fase 3 Dasl-Hicap ha mostrato i risultati dell’aggiunta di darolutamide ad Adt e radioterapia nei pazienti con tumore alla prostata ad alto rischio di recidiva.
Bayer e Orion Corporation hanno diffuso il 24 ottobre 2026 i risultati dell’analisi ad interim dello studio di Fase 3 Dasl-Hicap, presentati al congresso 2026 della Società europea di oncologia medica (Esmo). Lo studio, condotto su pazienti con tumore della prostata a rischio molto elevato di recidiva, ha evidenziato che l’aggiunta di darolutamide, inibitore del recettore degli androgeni sviluppato congiuntamente da Bayer e dall’azienda farmaceutica finlandese Orion Corporation, alla terapia di deprivazione androgenica (Adt) standard e alla radioterapia locoregionale riduce del 58% il rischio di metastasi o di morte rispetto al placebo associato alle medesime terapie, con un rapporto di rischio pari a 0,42 (intervallo di confidenza al 95% tra 0,27 e 0,66, p inferiore a 0,0001) a un follow-up mediano di 3,8 anni. Il tasso di sopravvivenza libera da metastasi a quattro anni, calcolato sulla base dell’imaging convenzionale, ha raggiunto il 95% nel braccio trattato con darolutamide. Darolutamide non risulta, al momento, approvato per il trattamento dello specifico setting di malattia.
Endpoint secondari e profilo di sicurezza
Gli endpoint secondari dello studio hanno mostrato risultati coerenti con il beneficio osservato sull’endpoint primario: darolutamide ha ridotto del 53% il rischio di progressione dell’antigene prostatico specifico (Psa-Pfs) rispetto al placebo, con rapporto di rischio di 0,47 (intervallo di confidenza al 95% tra 0,33 e 0,67) e un tasso di Psa-Pfs a quattro anni del 91%, contro l’83% registrato nel braccio placebo. Per quanto riguarda la sopravvivenza specifica per il carcinoma prostatico (Pcss) e la sopravvivenza globale (Os), i rapporti di rischio sono stati rispettivamente pari a 0,58 (intervallo di confidenza al 95% tra 0,17 e 1,97, con tassi a quattro anni del 99% in entrambi i bracci) e 0,88 (intervallo di confidenza al 95% tra 0,49 e 1,59, con tassi a quattro anni del 97% nel braccio darolutamide e del 95% nel braccio placebo), dati ancora soggetti a un follow-up in corso.
Sul fronte della sicurezza, il profilo di darolutamide è risultato coerente con quanto emerso negli studi precedenti, con un’incidenza di eventi avversi complessivamente sovrapponibile a quella del placebo: gli eventi di grado pari o superiore a 2 di particolare interesse hanno riguardato fatigue o astenia (14% contro 10%), ipertensione (7% contro 9%), fratture (2% contro 3%) ed eventi cardiaci (3% contro 3%), mentre gli eventi avversi di grado pari o superiore a 3 si sono verificati nel 43% dei pazienti trattati con darolutamide rispetto al 36% di quelli trattati con placebo.
Design dello studio e lo sviluppo clinico del farmaco
Lo studio Dasl-Hicap è un trial randomizzato e controllato con placebo, avviato da ricercatori indipendenti in collaborazione con l’Università di Sydney e l’Anzup Collaborative Group, ed è il quarto studio di Fase 3 condotto complessivamente su darolutamide, oltre che il primo nel tumore della prostata in fase iniziale, dopo i precedenti trial Aramis, Arasens e Aranote incentrati sulla malattia avanzata. Alla sperimentazione hanno preso parte 1.106 pazienti provenienti da Australia, Nuova Zelanda, Canada, Stati Uniti, Irlanda e Regno Unito, randomizzati in rapporto 1:1 a ricevere darolutamide alla dose di 600 mg due volte al giorno oppure placebo, in associazione a un analogo dell’Lhrh per 96 settimane e a radioterapia sulla prostata, sul letto prostatico e sui linfonodi pelvici. Il protocollo prevedeva un’analisi ad interim dopo il raggiungimento di 87 eventi di sopravvivenza libera da metastasi basata su imaging convenzionale, mentre il follow-up relativo alla sopravvivenza globale a lungo termine è tuttora in corso.
Darolutamide, in associazione alla terapia di deprivazione androgenica, è già autorizzato in oltre 85 mercati, inclusi Stati Uniti, Unione europea e Cina, per il trattamento del tumore della prostata metastatico sensibile alla castrazione e, in oltre 85 Paesi, per il tumore della prostata resistente alla castrazione non metastatico ad alto rischio di sviluppare metastasi. Il programma di sviluppo clinico del farmaco comprende inoltre lo studio di Fase 3 Arastep, che valuta l’associazione di darolutamide e Adt rispetto alla sola Adt in pazienti con tumore della prostata sensibile agli ormoni ad alto rischio di recidiva biochimica e positivi alla Pet/Tc con Psma.
«Potenziale di darolutamide di fare una differenza significativa»
Christine Roth, Executive Vice President, Global Product Strategy and Commercialization and Member of the Pharmaceuticals Leadership Team di Bayer, ha spiegato che «questi nuovi dati sottolineano il potenziale di darolutamide di fare una differenza significativa per i pazienti nelle prime fasi del decorso del tumore della prostata. Estendendo l’utilizzo di darolutamide alle fasi più precoci della malattia, miriamo a raggiungere un numero maggiore di pazienti in tutte le fasi del percorso di cura del tumore della prostata. Siamo orgogliosi di supportare Anzup, il Sydney Clinical Trials Centre, il Cctg e i partner internazionali nella ricerca lavorando insieme per migliorare le prospettive di cura degli uomini affetti dal tumore della prostata».