Tubercolosi in Europa, Oms-Ecdc: persistono gap diagnostici e resistenza ai farmaci
Un rapporto congiunto Oms Europa-Ecdc 2026 ha mostrato che un caso su cinque di tubercolosi non viene diagnosticato e la resistenza ai farmaci rimane una minaccia critica per la regione.
Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e l’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) hanno pubblicato il rapporto congiunto «Sorveglianza e monitoraggio della tubercolosi in Europa 2026», in concomitanza con la giornata mondiale che ricorre il 24 marzo. Il documento, basato sui dati del 2024, ha esaminato la situazione nei 53 Paesi della Regione Europea dell’Oms, con i 30 Stati dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo (Ue/See). I risultati principali hanno rilevato il persistente deficit nella diagnosi, con un caso stimato di tubercolosi su cinque che non viene individuato o notificato, e livelli di resistenza ai farmaci antitubercolari significativamente più elevati rispetto ad altre regioni del mondo. Secondo le agenzie, i due aspetti sono strettamente interconnessi, poiché la diagnosi tardiva favorisce la trasmissione della malattia e può portare all’insorgenza di resistenze.
Progresso insufficiente verso gli obiettivi globali
Sebbene l’incidenza della tubercolosi nella Regione Europea dell’Oms sia diminuita del 39% dal 2015 e i decessi del 49%, i cali non hanno raggiunto i milestones della strategia “End Tb” per il 2025, fissate rispettivamente al 50% e al 75%. Andamento simile si è osservato nell’Ue/See, dove i casi sono diminuiti del 33% e i decessi del 17%. La maggior parte dei Paesi Ue/See non è in linea per il raggiungimento dei propri obiettivi per il 2030. Nel 2024 sono stati notificati 161.569 nuovi casi di Tb in 51 dei 53 Paesi della Regione, una cifra pari a circa il 79% dei casi stimati. Il divario implica che un numero consistente di individui affetti non accede alle cure e continua a trasmettere l’infezione. Nell’Ue/See, una persona su cinque tra quelle che iniziano il trattamento non viene valutata dopo un anno, lacuna che interessa anche i bambini sotto i 15 anni.
Resistenza emergenza regionale
La Regione Europea dell’Oms ha una quota sproporzionata del carico globale di tubercolosi resistente alla rifampicina e multiresistente (Mdr-Tb). I ceppi resistenti sono più difficili da trattare, richiedono terapie più lunghe e complesse e sono associati a una mortalità più elevata. Nel 2024, nella Regione sono stati confermati 26.845 casi di Tb Rrmdr. A livello globale, il 3,2% dei nuovi casi e il 16% dei casi precedentemente trattati sono resistenti alla rifampicina, mentre nella Regione Europea le percentuali salgono rispettivamente al 23% e al 53%. Nell’Ue/See, il 3,5% dei casi di Tb è Rrmdr, ma il tasso di successo terapeutico per i casi è solo del 56%.
Call to action e priorità per gli Stati membri
L’Ecdc e l’Ufficio regionale Oms per l’Europa hanno sollecitato gli Stati membri e le istituzioni europee ad agire con urgenza su diversi fronti. Le priorità dovrebbero prevedere l’intensificazione della prevenzione e della diagnosi precoce per colmare il gap diagnostico, concentrandosi sulle popolazioni ad alto rischio e marginalizzate. È necessario potenziare l’accesso ai test diagnostici rapidi raccomandati dall’Oms e ai test di sensibilità ai farmaci, specialmente negli ambienti ad alto carico. Altri interventi proposti riguardano l’espansione dei regimi terapeutici più brevi e completamente orali per la Tb farmaco-resistente, il rafforzamento dell’integrazione dei servizi per Tb e Hiv, e il miglioramento della copertura della terapia antiretrovirale per le persone con coinfezione. È stata infine sottolineata l’importanza di migliorare la qualità e la completezza della sorveglianza, in particolare per quanto riguarda la coinfezione da Hiv, la Tb nelle carceri e gli esiti terapeutici, per supportare politiche basate sull’evidenza e il progresso verso l’eliminazione della malattia.