Trattenuta decreto Abruzzo, Asl Belluno ricorre in appello contro i farmacisti
Il tribunale di Belluno aveva dato ragione ai farmacisti nella causa sulla trattenuta decreto Abruzzo, ma l’Asl ha fatto ricorso in appello.

Ripercorriamo passo dopo passo la vicenda, già trattata sulle pagine di Farmaciavirtuale.it. Tutto nasce con il decreto legge 77/2009, il cosiddetto “decreto Abruzzo” che in seguito all’emergenza-terremoto aveva disposto una trattenuta pari all’1,4% dell’importo del farmaco. Federfarma, insieme ad alcuni titolari di farmacie, ad agosto scorso ha presentato al tribunale di Belluno un’azione legale incentrata sul fatto che lo sconto è stato calcolato sugli importi lordi (comprensivi di imposta sul valore aggiunto e di extra sconti) e non netti: le azienda sanitarie avrebbero quindi trattenuto «ingiustamente ogni mese, per un periodo di un anno, somme più elevate rispetto a quanto indicato dal legislatore italiano», ha dichiarato Federfarma. A novembre il tribunale ha condannato entrambe le aziende sanitarie bellunesi (Asl 1 e 2) a risarcire 43 farmacisti con una somma di 65 mila euro, a cui aggiungere gli interessi e le spese di lite. Una vittoria «su tutta la linea», secondo Roberto Grubissa, presidente di Federfarma Belluno. Ma anche, ha commentato al Corriere delle Alpi, un contenzioso che poteva essere evitato: «Avevamo tentato un percorso di dialogo con la Regione Veneto […] ma abbiamo sempre avuto risposte in aperta contrapposizione. Dispiace perché la collaborazione nell’ambito sanitario viene sempre più a mancare, mentre sarebbe indispensabile rafforzarla a 360 gradi».
Ma la Asl 1 della città veneta, per voce del suo direttore generale Pietro Paolo Faronato, da subito aveva chiarito di non aver fatto altro che effettuare il calcolo seguendo le modalità che le erano stata indicate dalla regione. E, da quanto emerge, ha deciso di andare avanti con le vie legali: per dichiarare chiusa la vicenda bisognerà quindi attendere l’esito dell’appello.