Svizzera, il governo riflette sull’allargamento delle competenze dei farmacisti
Il Consiglio federale della Svizzera sta valutando la possibilità di attribuire nuove competenze alla categoria dei farmacisti.

A riferirlo è un rapporto del Consiglio federale elvetico, nel quale si specifica che «nelle cure mediche di base, le farmacie potrebbero intensificare la loro azione assumendo funzioni di osservazione, consulenza e coordinamento nel settore della prevenzione. I farmacisti potrebbero essere maggiormente coinvolti ad esempio nellʼaccompagnamento terapeutico di malati cronici e anziani affetti da numerose patologie». Al fine di esaminare i benefici e i vantaggi di queste forme terapeutiche coordinate, la Confederazione intende assicurare lʼaccompagnamento di due progetti pilota per due gruppi specifici di pazienti. Il primo riguarda le farmacie pediatriche: «Lo scopo – prosegue il governo svizzero – è assicurare unʼassistenza sanitaria ottimale in farmacie specializzate mediante una collaborazione interdisciplinare tra farmacisti, pediatri e medici di famiglia, interconnessi in una rete locale comprendente unʼapposita formazione del personale delle farmacie». Il secondo è rappresentato da un programma interdisciplinare per promuovere lʼaderenza terapeutica dei diabetici, il cui scopo è di «migliorare le cure delle persone affette da diabete del tipo 2. Al centro vi sono la sorveglianza dellʼassunzione dei medicinali, regolari colloqui di motivazione da parte di farmacisti appositamente istruiti e lʼottimizzazione del piano della terapia farmacologica, dʼintesa con il medico curante».
«I progetti – prosegue il Consiglio federale – devono mostrare se la collaborazione interdisciplinare porti a un aumento della qualità della terapia ambulatoriale nei gruppi di pazienti selezionati e quali condizioni quadro siano necessarie per assicurare il successo di queste forme di collaborazione». Per la valutazione dei risultati bisognerà attendere probabilmente fino al 2018.