Studi ed Analisi

Ssn sempre più malato, Gimbe: tagli invisibili per 18,8 miliardi e divario da 32,3 miliardi in vista

Secondo il Rapporto Gimbe, nel 2025 la spesa sanitaria a carico delle famiglie ha toccato quota 42,4 miliardi, mentre 5,8 milioni di italiani hanno rinunciato a visite ed esami.


Il Servizio sanitario nazionale sta perdendo progressivamente la capacità di garantire cure in modo equo e tempestivo a causa di un sotto-finanziamento strutturale, di crescenti diseguaglianze territoriali e sociali e di una crisi profonda del personale. A fotografare la situazione è l’annuale Rapporto sul Ssn della Fondazione Gimbe, presentato a Roma il 7 ottobre 2026. Il Rapporto, che analizza finanziamento pubblico, riparto delle risorse tra Regioni, spesa, Livelli essenziali di assistenza, personale, Pnrr e ruolo del privato, evidenzia come nel periodo 2023-2026 il Fondo sanitario nazionale sia cresciuto di 17,5 miliardi in termini nominali, passando da 125,4 a 142,9 miliardi. Tuttavia, rapportato al Pil, il finanziamento è calato dal 6,27% del 2022 a circa il 6% negli anni successivi. Se il rapporto fosse rimasto costante, il Ssn avrebbe avuto a disposizione 18,8 miliardi in più: sono i cosiddetti tagli invisibili, risorse inferiori a quelle che sarebbero spettate al sistema mantenendo invariata la quota di ricchezza nazionale destinata alla sanità. Inoltre, al netto dell’inflazione, il finanziamento del 2026 è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010, nonostante l’aumento dei bisogni legati all’invecchiamento della popolazione e ai costi delle innovazioni.

Italia ultima del G7 per spesa pubblica pro-capite

La spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del Pil nel 2025, contro il 7,1% della media Ocse, con una spesa pro-capite di 3.952 dollari a parità di potere d’acquisto, inferiore di 909 dollari rispetto alla media Ocse e di 1.013 dollari rispetto alla media europea. Tra i Paesi del G7, l’Italia è l’ultima per spesa pubblica pro-capite. Il Documento Programmatico di Finanza Pubblica 2026 conferma la tendenza: nel triennio 2027-2029 la spesa sanitaria è prevista in calo dal 6,4% al 6,3% del Pil, mentre il divario cumulativo tra previsioni di spesa e Fondo sanitario nazionale raggiungerà i 32,3 miliardi.

Criteri riparto Fsn disallineati ai bisogni di salute

I criteri di riparto del Fsn non sono allineati ai bisogni di salute: nel 2025 la Campania riceve la quota pro-capite più bassa tra le Regioni a statuto ordinario, nonostante condizioni socio-economiche sfavorevoli e una speranza di vita di quasi tre anni inferiore rispetto alla Provincia autonoma di Trento. Sempre nel 2025, la spesa totale sanitaria ammonta a 190,1 miliardi, di cui 42,4 miliardi a carico diretto delle famiglie e quasi 7 miliardi intermediati da fondi e assicurazioni, con un aumento del 12,7% per le polizze volontarie. Cartabellotta ha avvertito che, se il servizio pubblico arretra, la sanità integrativa rischia di diventare una corsia preferenziale per chi ha una copertura, ampliando le disuguaglianze.

Oltre 5,8 milioni di persone nel 2024 hanno rinunciato a visite o esami

Le conseguenze sul fronte dell’accesso alle cure si misurano in oltre 5,8 milioni di persone che nel 2024 hanno dichiarato di aver rinunciato a visite o esami, pari al 9,9% della popolazione: circa 4 milioni per i lunghi tempi d’attesa e 3,1 milioni per motivi economici. Sempre nel 2024, 18 Regioni su 21 risultano adempienti ai Lea, contro le 13 del 2023. Per quanto riguarda il personale, la spesa per dipendenti e convenzionati nel 2025 è di 52,2 miliardi, ma la sua incidenza sulla spesa sanitaria pubblica è scesa dal 39,7% del 2012 al 36,9%. Se fosse rimasta invariata, nel periodo 2012-2025 sarebbero stati destinati al personale 36,8 miliardi in più.

5,8 medici per mille abitanti

L’Italia conta 5,8 medici per mille abitanti, ben sopra la media Ocse, ma oltre un quarto di questi non lavora nel Ssn, segno della scarsa attrattività del servizio pubblico. Particolarmente critica è la carenza di medici di medicina generale, con un deficit stimato di 5.716 unità al 1° gennaio 2025. Per gli infermieri il problema è quantitativo: 6,9 ogni mille abitanti contro 9,7 della media Ocse, con un rapporto infermieri/medici dimezzato rispetto alla media internazionale e retribuzioni inferiori del 27%. Il fenomeno dei gettonisti resta significativo: nel 2025 la spesa per contratti di fornitura di personale ha raggiunto 568 milioni, con un aumento del 62% per il personale medico.

Obiettivi Pnrr mancati per diversi target

Per quanto riguarda il Pnrr, il Governo ha trasmesso a fine settembre 2026 la decima richiesta di pagamento per la Missione 6 Salute, con nove target e una milestone in attesa di validazione europea. Il monitoraggio indipendente di Gimbe mostra che per sette obiettivi mancano evidenze pubbliche sufficientemente dettagliate per una verifica completa, mentre per tre il raggiungimento è verificabile. Cartabellotta ha precisato che anche la validazione europea di tutti i target non dimostrerà da sola un miglioramento dell’assistenza: dal 2027 sarà necessario verificare se i servizi sono realmente operativi e dotati di personale adeguato.

Piano di rilancio Ssn: le linee di intervento Gimbe

Il Rapporto ha aggiornato il Piano di rilancio del Ssn, con 16 linee di intervento che vanno dal finanziamento pubblico alla governance del rapporto pubblico-privato, dalla riduzione degli sprechi al potenziamento del territorio. La Fondazione Gimbe intende utilizzare il Piano come riferimento per valutare i programmi di tutte le forze politiche in vista delle prossime elezioni. Cartabellotta ha concluso osservando che il Ssn, a quasi 48 anni dalla sua istituzione, continua formalmente a funzionare ma perde progressivamente la capacità di garantire cure accessibili a tutti, con ricadute sulla tenuta economica e sociale del Paese. La politica è chiamata a chiarire quale modello di sanità intende lasciare alle future generazioni e con quali risorse renderlo concreto.

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