Spesometro, l’Agenzia delle Entrate: le bollette dei Comuni sono fatture
Secondo l’Agenzia delle Entrate, le bollette emesse dai Comuni ai soggetti passivi IVA per la fornitura di acqua o altri servizi sono equiparate a fatture. I dati vanno inserirt nello spesometro.

«L’Agenzia – precisa l’associazione dei titolari di farmacia – evidenzia, in primo luogo, che le bollette emesse per l’addebito dei corrispettivi tengono luogo delle fatture e, dunque, sono da considerarsi tali sotto ogni profilo. Tenuto conto, pertanto, dell’assimilazione tra fatture e bollette, non si ravvisano, a parere dell’Amministrazione finanziaria, elementi tali per escludere le bollette-fatture dall’obbligo di invio della nuova “Comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute”, così come previsto dall’articolo 21 del D.L 78/2010». Per quanto riguarda poi eventuali esoneri, «con riferimento all’originaria “Comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute”, l’Agenzia coglie l’occasione per far osservare che, ai sensi del citato articolo 21, in riferimento alle operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto effettuate, i soggetti passivi trasmettono telematicamente all’Agenzia delle entrate, entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre, i dati di tutte le fatture emesse nel trimestre di riferimento, e di quelle ricevute e registrate».
Ne consegue che «tutti i soggetti IVA devono comunicare i dati di tutte le fatture emesse e ricevute, comprese quelle emesse nei confronti di soggetti privati. Tanto premesso, l’Agenzia delle entrate ritiene che, per le bollette-fatture relative alla fornitura di acqua, depurazione e servizio di fognatura, emesse da un Comune che gestisce direttamente tali tipologie di servizi, sussiste l’obbligo di comunicazione, limitatamente alle fatture emesse nei confronti di soggetti passivi, in quanto trattasi di fatture a tutti gli effetti».