Federfarma ha diffuso una nota di commento in replica a un articolo pubblicato da Dataroom, inserto del Corriere della Sera, il 23 febbraio 2026. Il servizio, intitolato “Big Pharma e farmacie, la legge che le fa guadagnare a spese di tutti”, attribuirebbe alla spesa farmaceutica convenzionata le cause dello sforamento del tetto di spesa complessivo. Stando ai dati riportati da Federfarma, relativi ai primi nove mesi del 2025, la spesa farmaceutica totale ha raggiunto 18,42 miliardi di euro, superando il limite programmato di 2,85 miliardi. L’associazione ha sottolineato come, scomponendo tale cifra, emerga che lo sforamento di 3,38 miliardi sia interamente ascrivibile alla voce degli acquisti diretti da parte di ospedali e Asl. Al contrario, la spesa per la distribuzione convenzionata attraverso le farmacie risulterebbe inferiore di 470 milioni di euro rispetto al proprio tetto di riferimento.

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Riforma della remunerazione e cambio di canale distributivo

Federfarma ha definito “paradossale” la tesi sostenuta nell’articolo, che «individua due principali cause: la nuova remunerazione delle farmacie per la dispensazione dei farmaci Ssn e il trasferimento dalla diretta alla convenzionata di alcune classi di medicinali utilizzati nel trattamento del diabete». Dunque, come spiegato Federfarma «per quanto riguarda la remunerazione, prima della riforma del 2024 il sistema si fondava sostanzialmente sulla percentuale del prezzo del farmaco, costituendo un’eccezione a livello europeo e contribuendo a limitare fortemente la disponibilità di farmaci innovativi in farmacia a discapito dei cittadini. Il nuovo sistema – che è stato fortemente voluto da tutti i Governi succedutisi dal 2012 ad oggi, anche per allineare l’Italia agli altri Paesi europei – riduce significativamente la remunerazione delle farmacie sui medicinali più costosi e la aumenta sui farmaci di prezzo più basso, riconoscendo il valore dell’atto professionale della dispensazione. L’impatto della nuova remunerazione sulla spesa farmaceutica è stato previsto dal Legislatore, esattamente quantificato dall’Agenzia per il farmaco e certificato dalla Ragioneria Generale dello Stato nei limiti delle previsioni di bilancio: non si è verificato infatti alcuno sforamento del tetto della spesa farmaceutica convenzionata».

Dati Aifa certificati dal Mef

Mentre «per quanto riguarda il trasferimento di alcuni farmaci dalla diretta alla convenzionata, i dati Aifa certificati dal Mef dimostrano che il cambio di canale distributivo delle gliflozine ha determinato, in soli tre mesi, un risparmio di 9,2 milioni di euro, che su base annua corrisponde a un risparmio di circa 36,5 milioni di euro. Inoltre, tale riclassificazione ha rallentato la crescita dei consumi di gliflozine che ha registrato un +37,7% dopo il passaggio, a fronte di un +49% degli anni precedenti». Federfarma ha ricordato che «viste le forti differenze regionali a livello di consumi dei medicinali, e quindi dei relativi costi, è solo l’Aifa, come Ente regolatore indipendente, che può fornire un’autorevole e attendibile analisi dell’impatto della riclassificazione dei farmaci, e non una ricostruzione parziale riferita alla dispensazione in uno o due territori regionali».

«Avvicinare il luogo di dispensazione alla residenza del malato cronico»

Infine, Federfarma ha precisato che «al di là dell’aspetto economico, il trasferimento di queste due classi di farmaci ha reso molto più agevole e omogeneo l’accesso al farmaco, come dimostra anche l’apprezzamento più volte espresso dalle associazioni di pazienti e cittadini. In particolare, tale misura realizza una sostanziale parità di accessibilità ai medicinali senza distinzione tra territori evitando al cittadino di dover tornare almeno due volte in farmacia, come avviene invece nella dispensazione per conto delle Asl. Il passaggio di questi medicinali in regime convenzionale migliora poi l’aderenza terapeutica. Secondo i dati Osmed solo il 45% dei pazienti con diabete assume regolarmente i farmaci: avvicinare il luogo di dispensazione alla residenza del malato cronico e semplificare le modalità di accesso al farmaco costituiscono una straordinaria opportunità per verificare e migliorare l’aderenza alla terapia».

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