Spesa farmaceutica, disponibile il monitoraggio Aifa gennaio-febbraio 2026
Il monitoraggio Aifa gennaio-febbraio 2026 ha confermato lo sforamento del tetto per acquisti diretti, mentre la convenzionata resta in avanzo di 88,7 milioni di euro.
Il 23 settembre 2026 l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha reso disponibile il documento di monitoraggio della spesa farmaceutica nazionale e regionale relativo al periodo gennaio-febbraio 2026. L’analisi si basa sulle Distinte contabili riepilogative (Dcr) regionali aggiornate al 9 giugno 2026 e sui dati del Nuovo sistema informativo sanitario (Nsis) del ministero della Salute relativi alla tracciabilità del farmaco, aggiornati al 13 maggio 2026 e ricevuti il 20 maggio 2026. Il quadro complessivo indica una spesa farmaceutica totale, tra quota convenzionata e acquisti diretti, pari a 4.529,7 milioni di euro, con scostamento positivo di 853,2 milioni di euro rispetto al tetto complessivo del 15,65% del Fondo sanitario nazionale, corrispondente a un’incidenza del 19,29% sul Fsn 2026 provvisorio, quantificato in 140.753.138.929 euro.
Disavanzo per gli acquisti diretti
Il dato più significativo riguarda la spesa per acquisti diretti, che al netto dei gas medicinali ha superato il tetto dell’8,60% con un disavanzo di 950,6 milioni di euro, corrispondente a un’incidenza del 12,65% sul Fsn. L’Aifa ha precisato che lo sfondamento è attribuibile alla spesa per farmaci non innovativi, poiché la componente relativa ai medicinali innovativi e agli antibiotici cosiddetti “reserve” risulta coperta dal fondo dedicato del ministero della Salute. Nello specifico, la spesa per i farmaci innovativi con indicazioni piene o condizionate, al netto dei payback, si è attestata a 88,3 milioni di euro, mentre quella per gli antibiotici reserve è stata di 16,2 milioni di euro.
Avanzo per la spesa farmaceutica convenzionata
Diversamente, la spesa farmaceutica convenzionata, calcolata al netto dei payback vigenti, si è fermata a 1.518,3 milioni di euro, generando un avanzo di 88,7 milioni rispetto al tetto del 6,85%, con un’incidenza sul Fsn del 6,47%. Per quanto riguarda i gas medicinali, la spesa per acquisti diretti ha mostrato un avanzo di 3,6 milioni di euro rispetto al tetto dello 0,20%. Sul fronte regionale, la Sardegna registra la maggiore incidenza sul Fondo sanitario regionale per la spesa complessiva, seguita da Campania e Calabria, mentre la provincia autonoma di Trento presenta i valori più contenuti.