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Spallanzani: 90 anni di storia e una foresteria per i caregiver

L’Istituto romano ha celebrato un doppio anniversario con l’inaugurazione di “Casa Spallanzani” e un ricco programma di attività per il 2026.


L’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani Irccs ha avviato il 16 marzo 2026 le celebrazioni per il 90esimo anniversario dalla sua fondazione. In una cerimonia alla presenza del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, del presidente del Consiglio regionale, Antonello Aurigemma, e dell’assessore regionale ai Servizi sociali, Massimiliano Maselli, è stata inaugurata “Casa Spallanzani”. La struttura è una foresteria con 22 posti letto in camere doppie, concepita per ospitare a tariffe agevolate i familiari e i caregiver dei pazienti ricoverati presso l’Istituto o la vicina Ao San Camillo Forlanini, oltre a discenti e docenti del centro di formazione interno. L’evento ha anche segnato la presentazione ufficiale del logo “Spallanzani 30-90” e del calendario di iniziative previste per il 2026, anno che ricorda anche i trent’anni dal riconoscimento dell’Istituto come Irccs.

Una storia di adattamento alle emergenze infettive

Fondato nel 1936, l’Istituto Spallanzani ha costantemente modificato la propria attività in risposta all’andamento epidemiologico. Dagli anni ’30, con un reparto per la poliomielite, ha affrontato la pandemia influenzale del 1957, l’epidemia di colera del 1970 e ha sviluppato un impegno strutturato contro l’epatite virale. A partire dagli anni ’80 è diventato un centro di eccellenza europeo per la lotta all’Hiv/Aids. In seguito, ha rafforzato il suo ruolo come riferimento per la tubercolosi, anche nelle forme farmaco-resistenti. Il riconoscimento come Irccs è giunto nel 1996, seguito dalla designazione a polo nazionale per il bioterrorismo, la Sars e le febbri emorragiche tra il 2001 e il 2003, un ruolo confermato durante la pandemia da Covid-19. Oggi l’Istituto si articola in due dipartimenti, clinico e di ricerca ed epidemiologia e diagnostica avanzata. Oltre al laboratorio Bsl4 e a tre Bsl3, l’Istituto ha biobanca con oltre 1,25 milioni di campioni biologici. È in costruzione il polo laboratori “Rita Levi Montalcini”, che riunirà i laboratori di virologia e microbiologia, già designati unici laboratori di terzo livello del Lazio, potenziando le funzioni di riferimento per la diagnostica complessa e la gestione delle emergenze epidemiche.

Punto di riferimento nazionale e internazionale nelle malattie infettive

Cristina Matranga, direttrice generale, ha spiegato che «il nuovo logo, con il simbolo dell’infinito, richiama l’idea di un dialogo costante tra la cura dei pazienti, l’attività di ricerca e la trasmissione del sapere. Tre dimensioni che non sono separate ma che si alimentano reciprocamente in un flusso continuo, da trent’anni. È questo intreccio virtuoso che ha reso lo Spallanzani un punto di riferimento nazionale e internazionale nelle malattie infettive. Cambiano le sfide – dall’Aids al Covid, fino alle nuove esigenze di accoglienza e formazione – ma resta immutata la missione: prendersi cura, produrre conoscenza, condividerla. In un movimento continuo, come quel simbolo dell’infinito che oggi rappresenta non solo un logo ma una visione».

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