Un aspetto che potrebbe interessare le diverse farmacie operanti sul territorio nazionale è relativo alla possibile sospensione dell’attività qualora un operatore dovesse risultare positivo al coronavirus. Federfarma ha diramato una circolare con la finalità di fare chiarezza sui diversi aspetti che caratterizzano tale scenario. «L’articolo 7 del decreto-legge n. 14/2020 – si legge nella nota del 12 marzo – stabilisce che la misura della quarantena con sorveglianza attiva agli individui che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva non si applica “agli operatori sanitari servizi e a quelli dei servizi pubblici essenziali che vengono sottoposti a sorveglianza. I medesimi operatori sospendono l’attività nel caso di sintomatologia respiratoria o esito positivo per Covid-19». Federfarma spiega in proposito che «rientrano in tale previsione i farmacisti e gli operatori delle farmacie in quanto in un presidio sanitario espletano un servizio pubblico essenziale, vale a dire l’assistenza farmaceutica regionale».

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Ne consegue che, alla luce di quanto evidenziato, «la sospensione dell’attività da parte dei farmacisti e degli operatori delle farmacie – conclude Federfarma -, ancorché sottoposti a sorveglianza sanitaria, scatta solo nel caso di sintomatologia respiratoria o esito positivo per Covid-19. A proposito del caso in esame, è utile ricordare che Credifarma, istituto finanziario specializzato per il mondo della farmacia, ha reso disponibili diverse misure volte ad erogare importi entro 24 ore per le attività oggetto di sospensione da parte delle autorità. Si tratta di una forma di sostegno il cui finanziamento «sarà pari ai giorni di chiusura della farmacia – ha spiegato Credifarma -, fino a un massimo di 30 giorni, e sarà calcolato sulla media dei fatturati dei tre mesi precedenti. Il fido potrà essere rimborsato fino a 18 mesi».

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