Sorveglianza Ar-Iss: pubblicato il protocollo aggiornato al 2026
È disponibile il documento aggiornato dell’Iss con obiettivi e metodologie per il monitoraggio nazionale dell’antibiotico-resistenza, allineandosi al Pncar e al network europeo Ears-Net.
Da febbraio 2026 è operativo il protocollo aggiornato del sistema di sorveglianza nazionale dell’antibiotico-resistenza Ar-Iss, coordinato dall’Istituto superiore di sanità (Iss). Il documento, che sostituisce la versione precedente del febbraio 2025, con gli obiettivi, i metodi, e le modalità di raccolta dei dati per il monitoraggio del fenomeno. Alla stesura hanno contribuito, per l’Iss, Fortunato D’Ancona, Maria Del Grosso, Giulia Errico, Giulia Fadda, Maria Giufrè, Simone Iacchini, Monica Monaco, e Patrizio Pezzotti. L’aggiornamento si inserisce tra le indicazioni fornite dal Piano nazionale di contrasto all’antibiotico-resistenza (Pncar) e ricalca le proposte della sorveglianza europea Ears-Net, per l’armonizzazione e la comparabilità dei dati a livello internazionale. La sorveglianza, attiva dal 2001, usa la rete di laboratori di microbiologia clinica che inviano volontariamente i dati di sensibilità agli antibiotici ottenuti dalla routine diagnostica.
La rete si espande e si rafforza
La partecipazione alla rete Ar-Iss è notevolmente cresciuta negli ultimi anni. Dai 56 laboratori coinvolti nel 2017, distribuiti in 19 regioni e province autonome, si è passati a 210 laboratori partecipanti nel 2024, coprendo tutte le 21 realtà territoriali. L’aumento ha portato all’ampliamento della rappresentatività della sorveglianza: la copertura in termini di giornate di degenza negli ospedali del Servizio sanitario nazionale è salita dal 21% del 2017 al 67,5% del 2024. Nel protocollo vi sono anche alcune criticità da superare, tra cui la limitata rappresentatività della popolazione non ospedalizzata, la qualità dei dati provenienti dal territorio, e l’assenza di un sistema di trasmissione automatizzato dei dati. Il coordinamento nazionale è affidato al Dipartimento malattie infettive dell’Iss, che si avvale di un coordinamento epidemiologico e uno microbiologico.
Obiettivi specifici e tipologie di campioni
L’obiettivo generale della sorveglianza è descrivere le caratteristiche epidemiologiche dell’antibiotico-resistenza per un gruppo selezionato di specie batteriche isolate da infezioni invasive, come batteriemie e meningiti. I dati raccolti servono a supportare le azioni di contrasto e monitorarne l’efficacia nel tempo. Il protocollo pubblicato ha indicato che i laboratori devono segnalare i ceppi di otto specie batteriche da campioni di sangue e liquor: Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa, Acinetobacter species, Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae, Enterococcus faecalis ed Enterococcus faecium, a cui si aggiungono, a partire dalla raccolta dati 2024, E. coli e K. pneumoniae isolati da infezioni urinarie con carica batterica significativa, e dal 2025 il monitoraggio del numero di emocolture positive per Candida spp.
Metodologia e integrazione nei sistemi sovranazionali
Il protocollo ha definito i criteri per la selezione dei laboratori partecipanti, che devono coprire almeno il 50% delle giornate di degenza regionali e possedere specifici requisiti tecnici di qualità. Per ogni specie batterica è stabilito un set minimo di antibiotici da testare, con risultati da esprimere secondo gli standard Eucast. I dati, inviati annualmente al coordinamento Iss, sono sottoposti al controllo qualità, anche con Verifica esterna di qualità organizzati in collaborazione con la Technical university of Denmark. I dati nazionali relativi a sangue e liquor confluiscono, attraverso la piattaforma Epipulse, nella rete europea Ears-Net dell’Ecdc, che a sua volta li trasmette al sistema di sorveglianza globale Glass dell’Oms. I dati sulle infezioni urinarie saranno inviati al Glass entro il 2026. Il protocollo prevede anche l’utilizzo della rete Ar-Iss per una raccolta pilota di dati sulla resistenza di Neisseria gonorrhoeae (Gono-Amr) dal 2026.