Drug Approvals & Reimbursement

Sindrome von Hippel-Lindau, via libera dell’Aifa a rimborsabilità belzutifan

Prima terapia sistemica rimborsata in Italia per una malattia rara finora gestita solo con sorveglianza e interventi locali.


L’Agenzia italiana del farmaco ha concesso la rimborsabilità a belzutifan per il trattamento di pazienti adulti con malattia di von Hippel-Lindau (Vhl) che presentano carcinoma a cellule renali localizzato, emangioblastomi del sistema nervoso centrale, o tumori neuroendocrini del pancreas, nei casi in cui le procedure locali non siano considerate adeguate. È quanto ha fatto sapere Msd Italia l’8 giugno 2026. La Vhl è una patologia genetica rara e multisistemica, con una prevalenza stimata di circa 2-3 casi ogni 100mila abitanti e un’incidenza annuale alla nascita compresa tra 136mila e 152mila. La condizione, che colpisce in egual misura uomini e donne, esordisce tipicamente tra la seconda e la quarta decade di vita, con un’età media alla diagnosi di 26 anni. I pazienti sviluppano neoplasie benigne e maligne in diversi organi, tra cui emangioblastomi retinici, cerebellari e spinali, carcinomi renali a cellule chiare, e tumori neuroendocrini pancreatici.

Gestione clinica sino a oggi basata su sorveglianza attiva

La gestione clinica della Vhl si è basata prevalentemente sulla sorveglianza attiva tramite risonanza magnetica, ecografie, e controlli oftalmologici, seguita da interventi locali come chirurgia, radioterapia o ablazione. Procedure che, sebbene necessarie per prevenire metastasi e controllare i sintomi, hanno carattere prevalentemente palliativo a causa della natura multifocale della malattia e devono spesso essere ripetute nel corso della vita del paziente, comportando rischi di morbilità e perdita di funzione d’organo. La disponibilità di belzutifan ha introdotto un’opzione sistemica in grado di agire simultaneamente sulle diverse manifestazioni tumorali della Vhl, riducendo la necessità di interventi chirurgici ripetuti e preservando più a lungo la funzionalità d’organo.

Inibizione del fattore Hif-2α, responsabile della crescita tumorale

Belzutifan è un inibitore orale selettivo del fattore 2α inducibile dall’ipossia (Hif-2α), molecola first-in-class che interviene direttamente sul meccanismo patogenetico della sindrome di Vhl. La perdita di funzione del gene Vhl determina l’attivazione costitutiva di Hif-2α, con conseguente promozione dell’angiogenesi e della proliferazione cellulare. Il farmaco contrasta il meccanismo e blocca lo sviluppo delle lesioni tumorali associate alla patologia. L’efficacia di belzutifan è stata confermata dallo studio di Fase 2 Litespark-004, che ha mostrato tasso di risposta obiettiva del 67% nei pazienti con carcinoma renale a cellule chiare associato a Vhl, con un follow-up mediano di circa 50 mesi. Lo studio ha evidenziato risposte durature nei tumori neuroendocrini pancreatici e negli emangioblastomi del sistema nervoso centrale, con una riduzione o un ritardo nella necessità di interventi chirurgici. Il profilo di tollerabilità è risultato gestibile. La Commissione europea aveva già autorizzato belzutifan a febbraio 2025, mentre la rimborsabilità Aifa è operativa dal 29 maggio 2026.

Disponibilità del trattamento modifica l’approccio terapeutico alla patologia

Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata Msd Italia, ha spiegato che «l’approvazione da parte di Aifa della rimborsabilità di belzutifan rappresenta un traguardo di grande rilievo e, per Msd, motivo di autentico orgoglio, perché consente di rendere disponibile anche in Italia la nuova opzione terapeutica per le persone che convivono con la sindrome di von Hippel-Lindau, una patologia ereditaria rara, complessa e multisistemica per la quale, per lungo tempo, sono mancate risposte mirate. In uno scenario in cui la gestione della Vhl si è basata prevalentemente sulla sorveglianza clinica e sul ricorso a interventi locali o chirurgici spesso ripetuti, la disponibilità di belzutifan – prima e unica terapia target sistemica rimborsata in Italia per questa sindrome – apre oggi la possibilità di un concreto cambio di paradigma».

Elevata complessità clinica e da bisogni rimasti a lungo insoddisfatti

Secondo l’amministratrice delegata Luppi «la decisione di Aifa segna un passaggio particolarmente significativo, perché permette di offrire finalmente ai pazienti un’innovazione terapeutica in un ambito caratterizzato da elevata complessità clinica e da bisogni rimasti a lungo insoddisfatti. Questo risultato rappresenta inoltre una nuova, importante tappa nella nostra storia nelle malattie rare e in oncologia, aree in cui Msd è impegnata da anni nello sviluppo di soluzioni all’avanguardia. Ed è anche grazie a traguardi come questo che rinnoviamo la nostra volontà di portare innovazione dove ce n’è più bisogno: proprio in quei contesti in cui la rarità rischia di tradursi in minore visibilità, ma dove è fondamentale continuare a fare la differenza, contribuendo in modo concreto a migliorare la vita delle persone».

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