Martedì 9 luglio si è svolta a Roma presso il ministero della Salute la seconda delle tre giornate previste nell’ambito della Maratona Patto per la salute. Un’opportunità per le varie componenti della filiera che hanno espresso la loro idea di miglioramento del settore al cospetto di Giulia Grillo, ministro della Salute. Diverse le sigle intervenute per l’occasione, tra cui quelle in rappresentanza dei farmacisti titolari di parafarmacia. Associazioni di categoria che hanno ribadito a gran voce la necessità di andare verso la farmacia non convenzionata. «I rappresentanti di Fnpi, Federfardis, Mnlf e Culpi – si legge in un comunicato diramato – hanno illustrato alla politica la situazione dei farmacisti operanti in parafarmacia chiedendo poi maggior riconoscimento e potenziamento per queste realtà che potrebbero dare un grande servizio alla comunità e a tutto vantaggio del cittadino». Nello specifico, «la richiesta molteplice da parte delle diverse sigle vanno da quelle di prenotazioni cup, autoanalisi e di altri servizi, ma per tutti resta centrale soprattutto l’idea della creazione definitiva della farmacia non convenzionata (Fnc)».

Ciò alla luce anche di «una rivisitazione del sistema delle farmacie in Italia, senza stravolgimenti», ovvero «una formula di doppio canale rappresentato dalla farmacia “tradizionale” alla quale rimarrebbe riservata la convenzione con il Ssn, e dalla Fnc, farmacia non convenzionata, evoluzione delle parafarmacie e nuovo vero e proprio presidio sanitario». Secondo quanto enunciato dalle sigle, tali proposte «mirano a fare si che il sistema sia più moderno, senza creare danni a nessuno ma aumentando le opportunità per tutto il capitale umano e professionale affinché sia così finalmente posto nella condizione di operare a 360 gradi, nell’interesse generale e non solo quello particolare». Le sigle non mancano di lanciare dei segnali al sindacato dei titolari di farmacia: «Da parte di Federfarma c’è stata la richiesta alla politica di rigettare le nostre proposte senza però dare una valida motivazione. Federfarma può continuare ad opporsi solo a titolo personale e magari cercando delle motivazioni valide e diverse da quelle che fondamentalmente sottolineano il solito impegno a mantenere intatti i medioevali privilegi della casta».

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