servizi informatici farmacia«Un enorme passo in avanti nei rapporti tra farmacie pubbliche e private e Regione, che renderà migliore e più efficiente la già produttiva collaborazione esistente, a tutto vantaggio del servizio farmaceutico e dei cittadini veneti». Questa in sintesi la posizione di Franco Gariboldi Muschietti, presidente di Farmacieunite, che appoggia a pieno titolo il decreto 101, attraverso cui la Regione Veneto ha riorganizzato le procedure di aggiudicazione delle gare per l’acquisizione di software atti a governare l’assistenza farmaceutica, tra cui il servizio di distribuzione per conto, sia per l’erogazione dell’assistenza integrativa.

«In particolare – si legge nel comunicato diramato dallo stesso sindacato -, il decreto supera, azzerandoli, gli accordi precedenti stretti con le associazioni di categoria delle farmacie convenzionate».
Ne consegue che l’aggiudicazione dei nuovi contratti per l’utilizzo degli applicativi informatici atti a poter gestire i flussi di lavoro, non saranno più decisi su base arbitraria ma attraverso la concertazione di tutte le sigle sindacali in rappresentanza delle farmacie pubbliche e private presenti sul territorio.
«Quella della Regione – spiega Franco Gariboldi Muschietti – è una scelta di chiarezza ma anche di equità. Prima del decreto 101 di agosto, infatti, l’oggettiva posizione di privilegio della sigla che, solo in ragione della concatenazione degli eventi, si era trovata a stipulare per prima la convenzione con la Regione Veneto per la fornitura degli applicativi (…), si traduceva in un – chiamiamolo così – indebito vantaggio competitivo, peraltro utilizzato senza risparmio».

Tale vantaggio competitivo – secondo quanto riportato nel comunicato – si sarebbe tradotto in un maggior o minor vantaggio operativo a seconda del sindacato di appartenenza, svantaggiando così, sin dal primo momento, le farmacie iscritte ed in corso di iscrizione a FarmacieUnite.
«Con il decreto regionale 101 questa situazione oggettivamente sperequativa – conclude Muschietti – viene finalmente meno e anche la dialettica sindacale potrà rientrare in un ambito fisiologico di maggiore correttezza».

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