Semaglutide orale e scompenso cardiaco nel diabete di Tipo 2, i risultati di uno studio
Un’analisi secondaria dello studio Soul ha mostrato gli effetti differenziati sugli esiti di scompenso in pazienti con diabete e malattia cardiovascolare o renale.
Un’analisi secondaria dello studio Soul, pubblicata su Jama Internal Medicine, ha approfondito l’impatto della semaglutide orale sugli esiti di scompenso cardiaco e sugli eventi cardiovascolari maggiori in una popolazione ad alto rischio, composta da pazienti con diabete tipo 2 con malattia cardiovascolare aterosclerotica eo malattia renale cronica.
Disegno dello studio
Lo studio Soul è un trial clinico di Fase 3b, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, condotto in 444 centri distribuiti in 33 paesi. Sono stati arruolati complessivamente 9.650 pazienti con età media di 66 anni, seguiti per un periodo medio di circa 47,5 mesi. I partecipanti sono stati randomizzati al trattamento con semaglutide orale una volta al giorno oppure placebo, in aggiunta alla terapia standard.
Riduzione degli eventi di scompenso cardiaco
I risultati mostrano che la semaglutide orale ha ridotto gli eventi di scompenso cardiaco nei pazienti che presentavano già una storia di Hf al momento dell’arruolamento. In questo sottogruppo, gli eventi si sono verificati nel 14,2% dei pazienti trattati con semaglutide rispetto al 17,8% di quelli trattati con placebo, con una riduzione del rischio relativo di circa il 20%. Nei pazienti senza scompenso cardiaco preesistente, invece, non sono emerse differenze significative tra i due gruppi di trattamento. Parallelamente, l’analisi a tre anni ha evidenziato nei pazienti con scompenso cardiaco con frazione di eiezione preservata una riduzione assoluta del rischio di circa 3,5 punti percentuali con semaglutide orale rispetto al placebo, mentre nei pazienti con frazione di eiezione ridotta non è emerso un beneficio significativo.
Effetti sugli eventi cardiovascolari maggiori
Inoltre, la semaglutide orale ha confermato il beneficio cardiovascolare già osservato nello studio Soul, riducendo gli eventi cardiovascolari maggiori in modo simile nei pazienti con e senza scompenso cardiaco al basale. Nei soggetti con Hf preesistente il rischio di Mace si è ridotto con un hazard ratio di 0,83, mentre nei pazienti senza Hf il beneficio è risultato simile (Hr 0,86). Anche in questo caso, l’effetto è apparso più evidente nei soggetti con frazione di eiezione preservata rispetto a quelli con frazione di eiezione ridotta.
Prospettive future
Questi risultati appaiono clinicamente rilevanti e rafforzano il potenziale ruolo della semaglutide orale nella riduzione degli eventi cardiovascolari e di scompenso cardiaco nei pazienti con diabete tipo 2, in particolare nei soggetti con frazione di eiezione preservata. Rimangono tuttavia alcuni aspetti da approfondire, tra cui il fatto che si tratti di un’analisi secondaria, il numero limitato di pazienti in alcuni sottogruppi e la classificazione dei sottotipi di scompenso cardiaco basata su dati clinici non sempre standardizzati. Studi futuri potranno chiarire meglio il ruolo della semaglutide nei diversi fenotipi di scompenso cardiaco, confermare i benefici osservati e valutare gli effetti a più lungo termine sugli esiti clinici maggiori.
Dr. Paolo Levantino.
Fonte: Pop-Busui R, Rasmussen S, Deanfield Je, et al. Oral Semaglutide and Heart Failure Outcomes in Persons With Type 2 Diabetes: A Secondary Analysis of the Soul Randomized Clinical Trial. Jama Internal Medicine. Published online February 2, 2026