Associazioni Farmacisti

Scompare Nunzio Nicotra, segretario dell’Ordine dei farmacisti di Roma

Nunzio Nicotra, segretario dell’Ordine dei farmacisti di Roma, è deceduto in seguito a un malore improvviso. Il cordoglio dell’Ordine e dei colleghi.


Nunzio Nicotra, farmacista di 59 anni, nato a Catania e residente a Roma, è scomparso in seguito ad un malore improvviso. A diffondere la notizia è l’associazione Futurpharma, di cui Nicotra era socio fondatore. Oltre a ricoprire la carica di segretario dell’Ordine dei farmacisti di Roma, Nicotra ha contribuito da sempre allo sviluppo dei diversi organismi di categoria. A ricordare il collega è Rossana Matera, presidente dell’associazione Futurpharma: «Insieme al suo grande entusiasmo e spiccata professionalità, soprattutto la sua ‘non comune capacità di lavoro’, è sempre stato il suo tratto distintivo, il suo marchio di fabbrica».

«Era un uomo di dialogo»

«Nunzio non solo sapeva – prosegue Matera -, ma voleva ascoltare le ragioni di tutti, prima ancora di esprimere le proprie e cercava sempre di comprendere attraverso quali punti di incontro, si potessero superare i motivi di frizione e di scontro che, all’interno di una professione articolata e complessa quale quella del farmacista, ovviamente non mancano mai. Era un uomo di dialogo, che sapeva tessere con grande pazienza e guardando all’obiettivo degli interessi generali, preoccupandosi di somministrare l’antidoto del buon senso ogni qual volta il dibattito di categoria rischiava di essere avvelenato da polemiche e contrapposizioni eccessive, e adoperandosi sempre per raggiungere sintesi che potessero rappresentare al meglio, nel confronto con gli interlocutori istituzionali, gli interessi della farmacia».

«Fonte certa di stimoli e contributi»

Note di cordoglio giungono dall’Ordine dei farmacisti di Roma, il cui presidente Emilio Croce ha affidato le propie parole a RifDay, house organ dell’ente romano: «A volte il confronto con Nunzio era davvero impegnativo – si legge su RifDay – proprio per la tenacia che metteva nel difendere le sue idee e le sue proposte, anche quando di difficile praticabilità, come a volte accadeva. Ma proprio il surplus di convinzione che profondeva in Consiglio era una fonte certa di stimoli e contributi, sempre utili a spostare in avanti le attività di tutela e di sviluppo della professione. Tutto questo, insieme alla consuetudine dell’impegno comune cementato da un’amicizia ormai di decenni, mancherà moltissimo non solo a me e ai colleghi del Consiglio direttivo, ma ai moltissimi colleghi che hanno avuto il privilegio di conoscerlo».

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