“Science meets humanity”: a Milano il futuro del biofarmaceutico
Un evento promosso da Kedrion Biopharma ha riunito istituzioni, scienziati e pazienti per un confronto su ricerca, equità e tecnologie innovative.
Milano ha ospitato il 10 giugno 2025 l’evento “Science meets humanity. Il futuro del biofarmaceutico tra plasma e nuove terapie”, organizzato da Kedrion Biopharma con il patrocinio della Società italiana di farmacologia, Sif). L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della comunità scientifica e delle associazioni di pazienti per analizzare le sfide e le opportunità del settore biofarmaceutico, con particolare attenzione alle terapie basate su sostanze di origine umana come il plasma. Dopo i saluti istituzionali di Emanuele Monti, presidente della IX Commissione del Consiglio Regionale della Lombardia, e Lisa Noja, consigliera regionale, i lavori sono stati aperti da Ugo di Francesco, amministratore delegato di Kedrion Biopharma.
Tavole rotonde su accesso alle cure e malattie rare
Due sessioni di confronto hanno approfondito temi cruciali per il comparto. La prima tavola rotonda, dedicata a “Biofarmaci e plasmaderivati: la strada per un accesso equo all’innovazione”, ha visto la partecipazione di esperti come Francesco Carugi, Farmindustria, Rosa Chianese, Areu Lombardia, Francesca Lecci, Sda Bocconi, Marcella Marletta, Favo) e Ilaria Ciancaleoni Bartoli, Osservatorio Malattie Rare. La seconda, intitolata “Malattie rare e ultra-rare: quale partnership tra imprese, istituzioni e pazienti”, ha coinvolto Andrea Caricasole, Kedrion, Paola Minghetti, Università di Milano, Simone Gardini, Genomeup, Gianni Sava, Sif) e Paola Kruger, Eupati). Tra i punti discussi, l’importanza di garantire un accesso tempestivo alle terapie e il ruolo delle tecnologie digitali nell’ottimizzare i modelli di cura.
«Rispondere a bisogni medici ancora insoddisfatti»
Ugo di Francesco, Ceo di Kedrion Biopharma, ha osservato che «viviamo un’epoca di straordinarie innovazioni scientifiche, ma anche di crescenti incertezze: instabilità geopolitica, conflitti, tensioni economiche globali. In questo scenario, il settore biofarmaceutico ha un ruolo strategico, non solo per il valore economico che genera, ma soprattutto per la sua missione: rispondere a bisogni medici ancora insoddisfatti. Le sostanze di origine umana, come il plasma, sono sempre più centrali nello sviluppo di terapie salvavita».