Healthcare Policies & Regulations

Sanità esteri, Di Giuseppe: «Legge in Gazzetta, italiani non sono periferia»

Andrea Di Giuseppe, deputato di Fratelli d’Italia, primo firmatario del provvedimento sull’assistenza sanitaria per i connazionali all’estero, ha commentato la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della norma.


Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e la successiva promulgazione da parte del Capo dello Stato, la legge sull’assistenza sanitaria per i cittadini italiani residenti all’estero è entrata formalmente in vigore. Il provvedimento, di cui è primo firmatario il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Di Giuseppe, eletto nella Circoscrizione Estero Nord e Centro America, è un intervento legislativo atteso da tempo. Come evidenziato dallo stesso parlamentare «l’Italia non è un indirizzo. Con la promulgazione da parte del presidente della Repubblica e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge sull’assistenza sanitaria per gli italiani residenti all’estero, di cui sono primo firmatario, si compie un passaggio che ha un significato politico molto più forte della semplice norma».

«Italia non è solo una carta geografica»

Di Giuseppe ha spiegato che «per anni abbiamo pensato che gli italiani all’estero fossero ’fuori’ dal territorio e fuori dalle priorità dello Stato. Oggi non è più così. Oggi il Governo Meloni ha dimostrato che l’Italia non è solo una carta geografica, ma una lingua parlata in una casa a New York, un’impresa che si espande a Miami, una famiglia che vive in Canada e continua a sentirsi parte della nostra storia».

«Appartenere e sentirsi parte di una comunità ovunque si viva»

Secondo Di Giuseppe «essere cittadino italiano vuol dire avere un passaporto, certo, ma prima ancora significa appartenere e sentirsi parte di una comunità ovunque si viva. Un cittadino italiano non diventa meno italiano perché vive lontano. Questa non è una legge “per chi è partito”, ma per un’Italia più grande dei suoi confini geografici e più moderna della sua burocrazia. Questo provvedimento non è un punto di arrivo, ma un precedente. Da qui in avanti, quando si parlerà di italiani nel mondo, si partirà da una cosa semplice: non sono periferia. Sono Italia».

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