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Roche in Lombardia: impatto su Pil per 467 milioni e 1.570 occupati

Presentato a Monza il primo studio socio-economico dell’azienda biotech Roche in Lombardia. Per ogni dipendente diretto si attivano 2,5 lavoratori nell’indotto.


L’analisi dell’impatto socio-economico di Roche in Lombardia, realizzata con il supporto metodologico di Pwc Italia e illustrata nel corso di un incontro ospitato alla sede di Monza, ha quantificato in 467 milioni di euro il contributo complessivo generato dall’azienda sul prodotto interno lordo regionale nel 2024. All’incontro, a cui era presente FarmaciaVirtuale.it, hanno partecipato, insieme ai due general manager dell’azienda Marco Alparone, vicepresidente e assessore al Bilancio e Finanza di Regione Lombardia, insieme ad Andrea Fortuna, Partner Pwc Italy, Healthcare, Pharmaceuticals & Life Sciences, Matteo Parravicini, presidente sede Monza e Brianza Assolombarda, Alessandra Gelera, coordinatrice della Filiera Life Science di Assolombarda e presidente del Cluster Tecnologico nazionale Scienze della Vita Alisei, Michele Brait, direttore Generale Fondazione Irccs San Gerardo dei Tintori e Monica DiLuca, Prorettrice alla Ricerca e al Trasferimento Tecnologico, Università degli Studi di Milano.

Effetto moltiplicatore di Roche in Lombardia

Il dato comprende gli effetti diretti, indiretti e indotti dell’attività della multinazionale svizzera, radicata sul territorio lombardo da oltre 130 anni. Nello studio è emerso che per ogni mille euro di Pil lombardo un euro è riconducibile alle attività di Roche e della sua filiera. L’effetto moltiplicatore si traduce in 1,8 euro di valore aggiunto complessivo per ogni euro di valore aggiunto diretto prodotto dall’azienda. L’indagine ha inoltre rilevato che le attività di Roche attivano 46 branche economiche, di cui quasi l’80 per cento è rappresentato da piccole e medie imprese.

Occupazione generata dalla filiera e il profilo dei lavoratori coinvolti

Sul fronte occupazionale, i dati dello studio indicano che Roche impiega 637 lavoratori diretti in Lombardia, considerando il domicilio dei dipendenti. L’impatto complessivo sull’occupazione, con gli effetti indiretti e indotti, sale a 1.570 lavoratori equivalenti attivati. Per ogni dipendente diretto, si sostengono 2,5 lavoratori lungo la filiera e l’indotto. L’occupazione generata si caratterizza per un elevato livello di qualificazione: il 75 per cento degli occupati diretti possiede una laurea, una quota significativamente superiore alla media regionale del 27 per cento. La componente femminile è il 63 per cento dell’occupazione diretta, contro una media regionale del 44 per cento. Lo studio evidenzia inoltre la presenza di quattro generazioni in azienda, con una prevalenza di Millennials (49 per cento) e Generazione X (44 per cento). Roche ha erogato oltre 25mila ore di formazione e ha destinato circa 570 ore al volontariato aziendale in Lombardia.

Meccanismo del payback e richieste per un modello evoluto di sviluppo

Lo studio ha anche messo in evidenza l’impatto del payback farmaceutico, meccanismo di ripiano della spesa pubblica per i farmaci. Nel 2024, Roche ha versato 13,2 milioni di euro di payback in Lombardia, collocandosi tra le aziende con il maggiore contributo a livello regionale. A livello nazionale, il payback versato dall’azienda ha raggiunto 148,3 milioni di euro, con un incremento del 30 per cento rispetto all’anno precedente.

Roche capace di generare innovazione e occupazione altamente qualificata

Stefanos Tsamousis, General Manager di Roche Spa, ha precisato che «i risultati dello studio sull’impatto socio-economico confermano che la nostra presenza sul territorio agisce non solo come un promotore di salute per coloro che ne hanno bisogno, ma anche come un moltiplicatore di valore, capace di generare innovazione e occupazione altamente qualificata lungo tutta la filiera regionale. Siamo molto orgogliosi di aiutare migliaia di pazienti e le loro famiglie e di contribuire, al tempo stesso, all’economia lombarda e italiana».

Investimenti in infrastrutture, studi clinici, e capitale umano

Secondo Tsamousis «Roche continua a investire in infrastrutture, studi clinici e capitale umano sul territorio. E per continuare a correre e attrarre investimenti, particolarmente nell’attuale scenario competitivo e geopolitico, è fondamentale che il sistema evolva e riconosca la sanità come un investimento e non come un costo. I vincoli strutturali, come il payback farmaceutico, vanno rimossi, la tecnologia utilizzata per ridurre la burocrazia e i processi snelliti. Insieme possiamo costruire un futuro migliore, per la Lombardia, per l’Italia e soprattutto per i pazienti».

«Sistema più resiliente, equo e sostenibile»

Burçak Çelik, General Manager Roche Diagnostics Spa, ha spiegato che «il settore diagnostico-farmaceutico si delinea non solo come motore di sviluppo economico sociale bensì anche come motore di evoluzione verso un sistema più resiliente, equo e sostenibile. Riconoscere il valore generato da imprese del settore come Roche ed essere consapevoli del ruolo che noi, con le nostre soluzioni innovative, possiamo svolgere per contribuire ad evolvere da un modello sanitario reattivo di ’cura’ a uno proattivo, che privilegia la capacità di ’prevedere’, ’intervenire precocemente’ e ’personalizzare’ le cure, è il primo fondamentale passo per accelerare questa trasformazione il cui impatto va oltre i confini del “solo” ambito sanitario, estendendosi all’intero sistema Paese».

Sostegno all’innovazione in ottica di sistema

Per Çelik «questa è un’evoluzione che non può prescindere da un impegno condiviso tra industria, istituzioni, mondo accademico-scientifico e professionisti sanitari: un impegno volto a sostenere l’innovazione sia in termini di adozione concreta da parte del sistema, sia di accesso equo da parte di tutti i cittadini. Un impegno che Roche porta avanti da anni supportando iniziative di dialogo e collaborazione tra i vari interlocutori, per trovare strategie condivise da mettere in atto per avere un sistema che sia realmente sostenibile, equo e incentrato sulla persona».

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