Lo scorso ottobre il Movimento nazionale liberi farmacisti (Mnlf) ha lanciato un sondaggio relativo al rinnovo del contratto nazionale collettivo, diretto ai farmacisti dipendenti, con l’obiettivo di raccogliere dati utili ad esplorare il terreno in direzione di eventuali iniziative in merito. Il sondaggio, che ha avuto diverse centinaia di risposte ottenute attraverso la pagina social della sigla, ha mostrato chiaramente l’orientamento dei partecipanti. A fornire i dettagli del sondaggio è lo stesso Mnlf. L’organizzazione specifica in proposito che «il 75 percento di coloro che si sono espressi ha detto no a qualsiasi forma di maggiore flessibilità». Il Movimento ritiene in tal senso «che una situazione che sta diventando giorno dopo giorno sempre più esplosiva se si guarda anche alla disponibilità data da molti apertamente a manifestare per il rinnovo del contratto».

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Per l’occasione il Mnlf ha fornito traccia di alcuni commenti trasmessi dai farmacisti partecipanti. Tra questi, «più flessibile di come siamo credo sia impossibile. Molti di noi lavorano tutti i festivi, le domeniche, senza pause pranzo e con reperibilità continua. L’unica cosa che ci manca è pagare noi il datore di lavoro, per il resto siamo ok». Inoltre, «noi dipendenti siamo diventati dei fili di giunco, altro che flessibili. Ma non ci possono chiedere di essere flessibili fino a sacrificare anche gli affetti familiari». Ed infine, «già fanno un pochino come gli pare, visto che con tre giorni di preavviso possono cambiare l’orario. Io non riesco a trovare un secondo part time perché tutti vogliono un part time con massima flessibilità. Praticamente pagare la metà e avere reperibilità h24».

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