Riforma sanità territoriale Pnrr: nel monitoraggio Gimbe ritardi critici
Un’analisi della Fondazione Gimbe su case e ospedali di comunità ha fotografato l’attuazione del Pnrr a rilento e disomogenea. Forti rischi per la rendicontazione finale del 30 giugno 2026.
La riforma dell’assistenza territoriale, elemento principale della Missione Salute del Pnrr, non risulta pienamente operativa. I dati al 31 dicembre 2025, elaborati dalla Fondazione Gimbe a partire dal monitoraggio Agenas sul Decreto Ministeriale 77, hanno rilevato ritardi nell’attivazione e nella piena funzionalità delle strutture previste. La riorganizzazione del territorio definita dal Dm 77 prevede la realizzazione di 1.715 Case della comunità (Cdc), 657 Centrali operative territoriali (Cot) e 594 Ospedali di comunità (Odc). I target finanziati dal Pnrr, dopo la rimodulazione al ribasso, sono stati fissati in 1.038 Cdc, 480 Cot e 307 Odc.
Solo dieci Regioni sopra la media nazionale
Secondo l’analisi del Gimbe, al termine del 2025 solo 66 Case della comunità, pari al 3,9% del totale programmato, risultano pienamente funzionanti, avendo attivato tutti i servizi obbligatori e disporre del personale medico e infermieristico necessario. Per 781 strutture (45,5%) è stato dichiarato attivo almeno un servizio, mentre per 649 (37,8%) non esiste alcun dato pubblico sulla loro attivazione. Le differenze regionali sono marcate, con dieci Regioni sopra la media nazionale per Cdc con almeno un servizio attivo e undici al di sotto, fino a casi in cui non risulta attiva alcuna struttura.
Ospedali a rilento e Fascicolo sanitario elettronico incompleto
Per quanto riguarda gli Ospedali di comunità, la situazione appare ancora più critica. Su 594 strutture programmate, solo 163 (27,4%) hanno attivato almeno un servizio, per un totale di oltre 2.900 posti letto. Nessuna Regione risulta aver attivato tutti i servizi previsti dalla normativa, condizione necessaria per considerarli pienamente funzionanti. Le uniche strutture che mostrano un avanzamento in linea con i target sono le Centrali operative territoriali, il cui target europeo di 480 unità risulta già raggiunto, con 625 Cot pienamente funzionanti su 657 programmate.
Digitale sanitario arranca e si profilano rischi per la rendicontazione Pnrr
Sul fronte della digitalizzazione, il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) 2.0, pilastro della trasformazione digitale del Ssn, presenta gravi lacune. Al 30 settembre 2025, nessuna Regione ha reso disponibili tutte le 20 tipologie di documenti previste, con un livello di completezza variabile. Solo il 44% dei pazienti ha dato il consenso alla consultazione del proprio Fse da parte degli operatori sanitari, con picchi negativi particolarmente accentuati nel Mezzogiorno. L’analisi del Gimbe ha mostrato che a soli tre mesi dalla scadenza per la rendicontazione della Missione Salute, il target di rendere pienamente funzionanti Case e Ospedali di comunità appare lontano. I rischi evidenziati comprendono il mancato raggiungimento dei target europei, l’ampliamento delle disuguaglianze regionali, e la possibilità di incassare le risorse senza produrre benefici concreti per i cittadini, lasciando in eredità strutture non operative e la digitalizzazione frammentata.