Ricetta elettronica farmacia verso il 50%. Ma alcune regioni restano al palo
Aumenta la diffusione della ricetta elettronica farmacia, che viaggia verso il 50% di tutte le prescrizioni farmaceutiche. Ma la situazione è a macchia di leopardo.

A fare il punto della situazione è la classifica di maggio 2015 stilata da Promofarma, la società di Federfarma che si occupa di monitorare il passaggio dal cartaceo all’elettronico. A livello nazionale la ricetta digitale è stata adottata per il 45,6% delle prescrizioni, segnando un +10% rispetto al 35,2% di febbraio. Le regioni che sono state tra le prime a partire guidano stabilmente la classifica, segnando però progressi moderati nel trimestre: è il caso della Sicilia, che ha fatto da pioniere e guadagna due punti percentuali arrivando all’85%, mentre il Veneto passa dall’86 all’87,7%, il Piemonte dal 75 al 76,5% e la Basilicata resta stabile a quota 70%. Registra un boom la Val d’Aosta: dal 64,6% di febbraio all’81,3% di maggio. In linea generale, la crescita più rapida è appannaggio delle regioni che sono partite dopo: Liguria (che a maggio è arrivata al 12%), Lombardia (13%), Umbria (19%), Toscana (35%), Marche (36%), Abruzzo (50%), Friuli (57%), Emilia Romagna (67,5%) e Campania (84%). Fanalino di coda, al contrario, la Puglia col 2,7%, il Lazio col 2,1% e il Molise ancora fermo allo 0,3%. Anche Bolzano, Calabria e Sardegna – confermava a giugno a FarmaciaVirtuale.it Giovanni Petrosillo, amministratore delegato di Promofarma – sono sostanzialmente ferme.
Proprio Petrosillo, pur ottimista sui progressi di regioni come Campania, Piemonte, Valle d’Aosta e Basilicata, si dichiarava scettico sulla possibilità di raggiungere l’obiettivo fissato dall’Agenda digitale: «Nessuna Regione è arrivata al 90%, ciò significa che c’è una quota di ricette che non si riesce a dematerializzare. Che alcune fisiologicamente non si possono dematerializzare, almeno ora come ora, ad esempio per l’assenza di connessione Internet, e perché evidentemente vanno oltre le condizioni operative dei medici in certe situazioni».