Il decreto sulla remunerazione aggiuntiva a favore delle farmacie per la dispensazione dei farmaci a carico del Sistema sanitario nazionale (Ssn) è, secondo il farmacista titolare Pasquale De Lucia, una svolta per il settore che, dopo anni di tagli, vede un incremento della propria remunerazione. «A mio avviso – dichiara De Lucia a FarmaciaVirtuale.it – questo provvedimento rappresenta un’inversione di tendenza. Dall’inizio del Duemila varie riforme hanno indebolito la farmacia indipendente, costringendola ad allontanarsi dal suo core business, ovvero la dispensazione del farmaco, per trattenere il cliente in una situazione di concorrenza sempre più aggressiva. Questa dinamica si è spinta sicuramente troppo in là e forse finalmente si inizia a comprendere che la farmacia è un asset da salvaguardare. Il Covid, del resto, ha contribuito a mettere in evidenza il valore di questo presidio e la sua utilità nell’ambito del servizio sanitario».

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«Primo passo verso una farmacia meno commerciale»

Le disposizioni sulle nuove remunerazioni a favore delle farmacie saranno in vigore fino alla fine del 2022. «Lo schema di decreto – spiega una circolare di Federfarma – stabilisce che, a decorrere dal 1° settembre 2021 e fino al 31 dicembre 2022, a tutte le farmacie è dovuta una quota aggiuntiva per singola confezione di Eur 0,08 da applicare a tutti i farmaci rimborsati dal Ssn e una quota premiale aggiuntiva di Eur 0,12 applicata a ogni confezione di farmaci a brevetto scaduto presenti all’interno della lista di trasparenza con prezzo pari a quello di riferimento». Il farmacista De Lucia auspica che la scelta di aumentare le remunerazioni sia l’inizio di un’evoluzione verso una farmacia meno commerciale. «Mi sembra un cambio di direzione rispetto ai tempi in cui sono state promosse liberalizzazioni e dinamiche più commerciali. Quanto accaduto nell’ultimo ventennio ha mandato inevitabilmente in crisi il modello tradizionale della farmacia. Il fatto che finalmente sia stato preso un provvedimento che va a finanziare proprio la dispensazione del farmaco, e non altri servizi, mi fa pensare a un primo passo verso il recupero della vera professionalità del farmacista. Ovviamente si tratta di un inizio, perché queste evoluzioni non avvengono mai nel giro di pochi anni».

«Auspico concorrenza su competenze professionali»

«La vera concorrenza tra farmacie – sostiene De Lucia – dovrebbe giocarsi nella dispensazione del farmaco, nell’aderenza terapeutica e in tutto quanto compete a un bravo farmacista. Con le dinamiche attuali non viene premiato chi è più bravo a fare il farmacista, ma chi è più bravo a fare sconti, a inserirsi in più farmacie e i capitali, che dispongono di una grande capacità imprenditoriale per fare economie di scala di ampio respiro. Il mio auspicio è invece che i fondi e i finanziamenti vadano a premiare la vera qualità del lavoro del farmacista, in modo che possa dedicarsi ad attività come seguire l’aderenza terapeutica del paziente, effettuare la personalizzazione e gestione della terapia del cronico e rispondere alle nuove esigenze dei pazienti. La concorrenza tra farmacie deve esserci, ma non dove si è concentrata finora. A essere premiata dovrebbe essere la reale competenza farmaceutica del farmacista, unico professionista che conosce concetti come la biodisponibilità, il metabolismo e l’eliminazione dei farmaci. Sulla capacità di usare queste conoscenze a beneficio dei pazienti e su altre questioni di salute dovrebbe essere premiato il migliore, non su questioni commerciali come avvenuto dal Duemila in poi».

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