È stato pubblicato il Rapporto intersettoriale sulla criminalità predatoria 2025, pubblicato da Ossif – Centro di ricerca dell’Abi sulla sicurezza anticrimine – in collaborazione con il servizio analisi criminale della direzione centrale Polizia criminale. Come di consueto, il report propone l’analisi dettagliata dei reati predatori a danno di diversi settori economici, tra cui quello specifico delle farmacie. Il documento è frutto della sinergia che coinvolge la rete di soggetti economici, tra cui Federfarma per le farmacie, insieme a Poste Italiane, Confcommercio-Imprese per l’Italia, Federazione italiana tabaccai e altri. Il rapporto, presentato a Roma a dicembre 2025, è stato curato, tra gli altri, da Marco Iaconis e Giovanni Gioia per Abi ed Ossif, da Antonio Basilicata, Andrea Fabi, e Sergio Baffioni Venturi per il Servizio analisi criminale, e da Bruno Foresti per Federfarma.

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Calo delle rapine, ma la geografia del rischio mostra criticità locali

Il dato più interessante per le farmacie nel 2024 riguarda le rapine, scese a 290 episodi. Il valore ha mostrato diminuzione del 19,9% rispetto alle 362 del 2023 e il livello più basso degli ultimi 10 anni. Nel confronto decennale, la riduzione è stata del 73% rispetto alle 1.078 rapine del 2014. Anche l’indice di rischio, che misura la probabilità di subire un evento, ha raggiunto il valore minimo storico, a 1,4 rapine ogni 100 farmacie, dato nettamente inferiore al 5,9 del 2014. Tuttavia, l’analisi territoriale rivela concentrazioni specifiche.

Analisi territoriale delle rapine: Lombardia la più colpita

La Lombardia resta la regione più colpita con 105 episodi, in aumento del 10,5% rispetto all’anno precedente. Seguono il Lazio con 52 rapine, la Sicilia con 34 e la Campania con 28. Proprio la Lombardia ha registrato anche l’indice di rischio regionale più elevato, pari a 3,3 rapine ogni 100 farmacie, seguito da Lazio (3,0), Sicilia (2,1) e Campania (1,6). A livello provinciale, Milano è il territorio con il maggior numero assoluto di eventi (78) e con l’indice di rischio più alto in Italia, pari a 8,7 rapine ogni 100 farmacie. Altre province con indici elevati sono Palermo (5,3), Pisa (4,7) e Roma (4,0).

Furti quota principale dei reati. Picchi in Campania e Lombardia

Nonostante il calo del 5,6% rispetto al 2023, i furti in farmacia sono la tipologia di reato predominante, con 1.495 episodi registrati nel 2024, pari all’84% del totale dei reati subiti dal settore. L’indice di rischio per i furti si è lievemente ridotto, passando da 7,9 a 7,4 eventi ogni 100 farmacie, ma permane su valori tra i più elevati degli ultimi anni. La distribuzione geografica del fenomeno presenta dinamiche differenti rispetto alle rapine. Anche in tal caso, la regione più colpita in termini assoluti è la Lombardia con 338 furti, che tuttavia ha segnato una diminuzione del 19,1%. Seguono la Campania con 285 episodi, in aumento, e il Lazio con 180.

Campania con indice di rischio per furti più elevato

Quando si considera l’indice di rischio, la Campania presenta il valore più alto a livello nazionale, con 16,6 furti ogni 100 farmacie. Indici superiori alla media nazionale si sono riscontrati anche in Lombardia (10,5), Lazio (10,4), Toscana (9,0) e Umbria (8,2). A livello provinciale, Napoli è la più colpita in valore assoluto (204 furti) e detiene l’indice di rischio più elevato, pari a 24,0 furti ogni 100 farmacie. Altre province con indici molto alti sono Cremona e Monza e della Brianza (entrambe a 19,7), Prato (18,2) e Caserta (17,4).

Quadro normativo e strumenti di prevenzione

Le attività di prevenzione e contrasto nel settore delle farmacia poggiano sul quadro consolidato di collaborazione e sugli interventi normativi. Federfarma ha rinnovato il 18 settembre 2020 il protocollo di intesa con il ministero dell’Interno sui sistemi di video allarme antirapina, collegati in tempo reale alle sale operative delle forze di polizia. Il protocollo, attivo dal 2010, promuove anche attività di informazione e formazione per i titolari e il personale farmaceutico, la sottoscrizione di intese locali con le Prefetture e un monitoraggio costante dei dati.

Inasprimento delle pene per reati con violenza o minaccia

Sul piano legislativo, la legge 14 agosto 2020, n. 113, ha introdotto un inasprimento delle pene per i reati commessi con violenza o minaccia contro gli esercenti le professioni sanitarie, rendendo perseguibili d’ufficio le percosse e le lesioni. Più recentemente, il Decreto Legge 137/2024 ha esteso le fattispecie di arresto obbligatorio in flagranza di reato, comprendendo anche gli atti di violenza che causano lesioni al personale sanitario o danni ai beni delle strutture, con compromissione del servizio pubblico. Il decreto ha modificato anche la disciplina dell’arresto in flagranza differita per alcuni delitti.

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