Il valore aggiunto garantito dal coinvolgimento dei farmacisti nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nella gestione delle malattie non trasmissibili è stato sottolineato in un nuovo rapporto pubblicato dall’International Pharmaceutical Federation (Fip). Il documento, intitolato “Beating non-communicable diseases in the community” presenta in particolare 15 iniziative che sono state effettuate in altrettanti Paesi (Australia, Cina, Finlandia, Germania, India, Libano, Nigeria, Portogallo, Sudafrica, Svezia, Svizzera e Stati Uniti). Si tratta di «casi che possono incoraggiare altri farmacisti nel mondo a rivestire un ruolo più attivo nella lotta a tali tipi di patologie», spiega la federazione.

Il rapporto si concentra in particolare su quattro malattie: quelle cardiovascolari, il diabete, l’asma e i tumori. Il Gruppo di lavoro sulle malattie non trasmissibili della FIP, che ha curato lo studio, ha concluso che una regolare interazione tra i farmacisti e i pazienti può rappresentare un elemento in grado di prevenire tali patologie, ma anche di incoraggiare un uso responsabile dei medicinali, incrementare l’aderenza alle terapie ed ottenere di conseguenza migliori risultati dal punto di vista dell’efficacia delle cure. In particolare vengono indicati i farmacisti territoriali, per la loro prossimità con la popolazione, come coloro che possono meglio assolvere a tale compito, «minimizzando gli impatti delle malattie non trasmissibili sui singoli individui e nelle intere comunità. I casi studio mostrano infatti come essi siano in grado di praticare screening precoci e fornire consulenze specifiche, oltreché garantire un supporto per la gestione delle patologie sul lungo periodo».

«Le malattie non trasmissibili richiedono nuove risposte e soluzioni creative e innovative, molte delle quali possono essere assicurate proprio dai farmacisti», ha commentato Isabel Jacinto, responsabile del Gruppo di lavoro. La dirigente ha aggiunto che in alcune nazioni la mancanza di accesso a tali professionisti, dovuta alla mancanza di personale, sta incidendo sulla salute pubblica. E ha per questo esortato i governi ad agire per risolvere il problema. Il documento, infine, è stato redatto anche con l’idea di fornire alle altre professioni sanitarie, all’Organizzazione Mondiale della Sanità e alle Nazioni Unite una base di dati e di evidenze in merito all’utilità di coinvolgere maggiormente i farmacisti. La Fip organizza per il 25 settembre il “World pharmacists Day 2019”, il cui tema sarà quello della sicurezza ed efficacia dei farmaci.

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