«Ristabilire la “centralità” del ruolo del farmacista nel sistema farmaceutico, unico garante della salute pubblica dei cittadini», ma anche «difendersi dai “capitali”, non tanto quanto sistema di aiuto economico, sul quale ho sentito pareri anche favorevoli, ma come un modo che potrebbe distogliere il farmacista dal suo servizio socio-sanitario, al quale è dovuto a compiere, con un approccio meramente commerciale». È questa l’idea di Ivan Giuseppe Ruggiero, presidente delle Libere farmacie italiane, intervenuto a margine di un convegno svoltosi a Capri (Na), nell’ambito dell’evento Capri Pharma. Il dirigente sottolinea di come si siano condivise «le strade dei “paletti” al capitale, come quelle iniziative che potrebbero creare canali di lavoro alternativo ai farmacisti, come proporli in strutture sanitarie private e assimilabili, in genere dove c’è la presenza del farmaco e la sua gestione, come approvvigionamento, conservazione, allestimento e distribuzione degli stessi».

Nella stessa occasione, spiega Ruggiero, «abbiamo condiviso tutti, che il ruolo del farmacista deve essere un ruolo di “prossimità”». Per raggiungere tale scopo, evidenzia, «bisogna valorizzare e insistere sul ruolo “sociale” che il farmacista riveste ogni giorno, al servizio dei cittadini», ciò anche alla luce dell’utilità dei «“servizi” che offriamo ai clienti – prosegue Ruggiero – e che secondo l’onorevole Rostan, vice presidente della commissione affari sociali della Camera, devono essere ampliati e messi a disposizione di tutti, per favorire i cittadini». Secondo quanto afferma Ruggiero, «bisogna quindi, garantire un maggiore accesso alle cure e il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione Italiana».

© Riproduzione riservata