Preparazioni galeniche allestite da personale non laureato. Quesito

La risposta al quesito – così formulato (“fare preparazioni galeniche”) – non può che essere negativa.
L’attività per eccellenza del farmacista, anche nell’ ”immaginario collettivo”, è proprio quello di preparare galenici, e quindi nessuno, neppure un “pratico” – anche se “sotto la supervisione” di un farmacista – potrebbe mai sostituirsi a quest’ultimo.
Altro sarebbe se, poniamo, quel “pratico” riuscisse – ma non sappiamo come – a circoscrivere rigorosamente la sua partecipazione alla preparazione galenica al compimento di atti di pura manualità comportandosi in sostanza da “strumento umano” del farmacista ( una sorta di suo arto superiore….), il cui ruolo pertanto dovrebbe andare comunque ben oltre la semplice “supervisione”.
Ma si tratta evidentemente di un’eventualità più che altro figurativa e per nulla rispondente all’ipotesi descritta nel quesito.
(stefano lucidi)