Farmacologia

Pillola anticoncezionale: EMA, rischi sensibilmente minori dei vantaggi


pillola-anticoncezionaleOccorre che le donne siano consapevoli dei pericoli di tromboembolia venosa (TEV) e che i medici nel fare la prescrizione tengano nella debita considerazione i fattori di esposizione individuali, ma i benefici legati all’uso dei contraccettivi ormonali combinati nel prevenire gravidanze indesiderate superano i rischi. Ad affermarlo è la European Medicines Agency, che l’11 ottobre ha pubblicato una nota dopo aver avviato a febbraio una valutazione di tali contraccettivi su richiesta della Francia e condotta dal PRAC, Pharmacovigilance Risk Assessment Committee. Le raccomandazioni del PRAC sono state girate a un altro comitato, il CHMP, Committee for Medicinal Products for Human Use, che porterà una posizione finale dell’Ema a novembre, in occasione dell’incontro plenario che si terrà tra il 18 e il 21. L’ultimo passo sarà l’assunzione da parte della Commissione europea di una decisione legalmente vincolante, applicabile a tutti gli Stati membri.

Secondo il PRAC, il rischio di TEV, che varia, seppur di poco, in base ai tipi di progestinici contenuti, è minore nei contraccettivi con levonorgestrel, norgestimate e noretisterone: sono tra i 5 e i 7 su 10 mila i casi di donne che assumono tali pillole, cerotti e anelli vaginali e sono colpite da tromboembolia venosa. Il numero cresce con gli anticoncezionali contenenti etonogestrel e norelgestromin, tra i 6 e i 12 casi all’anno, e con gestodene, desogestrel e drospirenone, dai 9 ai 12 casi, mentre tra le donne che non usano alcun tipo di contraccettivo ormonale combinato l’incidenza è di 2 su 10 mila. Insufficienti sono invece al momento i dati sui farmaci a base di clormadinone, dienogest e nomegestrol, per cui sono in corso e in programma ulteriori studi sui rischi. L’analisi del PRAC si è inoltre concentrata sul pericolo di tromboembolia arteriosa, rilevandolo come molto basso e senza evidenze di differenze in base ai progestinici.

Certo, è molto importante, raccomanda il PRAC, che le donne abbiano consapevolezza dei rischi di TEV e dei possibili segnali, quali dolori e gonfiore alle gambe, improvvisa mancanza di fiato, respirazione affannosa, tosse, dolori al petto, debolezza, viso, gambe o braccia intorpidite. Se si avvertono questi sintomi, si deve immediatamente consultare un medico. È inoltre necessario che quest’ultimo al momento della prescrizione dei contraccettivi tenga in giusto conto i fattori individuali e gli stili di vita che possono aumentare il rischio di TEV, come fumare, essere sovrappeso, l’età, soffrire di emicranie, parti recenti e precedenti casi in famiglia di tromboembolia.

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