Piano nazionale liste d’attesa 2026-2028, il decreto in Gazzetta Ufficiale
Il provvedimento del ministero della Salute, adottato il 26 giugno 2026, ha introdotto regole per il governo della domanda e dell’offerta di prestazioni. Ricadute anche sul ruolo delle farmacie.
Il ministero della Salute ha adottato il Piano nazionale di Governo delle liste d’attesa (Pngla) per il triennio 2026-2028, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 agosto 2026. Il decreto, firmato dal Ministro Schillaci il 26 giugno 2026, sostituisce il precedente piano 2019-2021 e introduce un modello basato sull’analisi del bisogno di salute e su nuovi strumenti per la programmazione dell’offerta, oltre a disciplinare aspetti operativi come la gestione delle agende di prenotazione e i percorsi di tutela per i cittadini. Il provvedimento è stato adottato previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome, raggiunta l’11 giugno scorso, e si inserisce nel quadro delle misure previste dal decreto-legge n. 73 del 2024 per il contenimento dei tempi di attesa.
Strumenti per intercettare il bisogno di salute inespresso
Tra gli elementi centrali del piano vi è il governo della domanda di prestazioni sanitarie, con l’introduzione di strumenti per intercettare il bisogno di salute non solo espresso ma anche inespresso. Viene valorizzato il ruolo delle buone pratiche clinico-assistenziali e delle raccomandazioni previste dalle linee guida come driver di appropriatezza prescrittiva, mentre per la prima volta viene introdotto un approccio di popolazione basato sul Modello nazionale di classificazione e stratificazione della popolazione.
Farmacia dei servizi tra gli attori centrali del sistema
Sul versante dell’offerta, il piano punta su tutti gli attori del sistema, tra cui la Farmacia dei servizi, chiamata a svolgere un ruolo attivo nell’erogazione di prestazioni e nella progettazione dell’assistenza. Le farmacie pubbliche e private sono indicate tra le strutture territoriali in grado di contribuire alla riduzione dei tempi di attesa, sia attraverso la prenotazione tramite Cup sia mediante l’esecuzione di prestazioni analitiche e di telemedicina, come elettrocardiogramma e holter pressorio, in collegamento funzionale con centri specialistici.
Cup con interoperabilità tra strutture pubbliche e private
Il piano ha definito le modalità di funzionamento dei Centri unici di prenotazione (Cup), che devono assicurare l’interoperabilità tra tutte le strutture pubbliche e private accreditate. Viene introdotto l’obbligo per i Cup di attivare sistemi di disdetta delle prenotazioni, con promemoria per l’assistito, e di ottimizzazione delle agende. Per quanto riguarda i ricoveri programmati, viene promosso il modello dei Raggruppamenti di attesa omogenei, per omogeneizzare i criteri di assegnazione delle classi di priorità.