Pharmaceutical care, negli Stati Uniti sviluppo a macchia di leopardo
Un terzo degli Stati americani non prevede ancora normative ad hoc per garantire l’erogazione di servizi di pharmaceutical care da parte delle farmacie.

L’analisi, intitolata “Telepharmacy Rules and Statutes: A 50-State Survey”, fornisce una panoramica sull’implementazione e sull’evoluzione delle norme sul territorio degli Stati Uniti. «Sebbene la tele-farmacia esista in diverse forme, nel nostro studio essa è stata definita come la fornitura di cure farmaceutiche a distanza attraverso l’uso di sistemi di telecomunicazione o altre tecnologie avanzate. La pharmaceutical care include, benché non si limiti solo a questo, la revisione della terapia, le gestione e il monitoraggio della stessa, la dispensazione di farmaci e le attività di consulenza. Un significativo vantaggio garantito dalla tele-farmacia è la capacità di assicurare al farmacista un contatto con i pazienti che vivono in aree remote, nelle quali la presenza dei professionisti della salute non è di fatto possibile. Di conseguenza, i vantaggi legati all’uso di tale approccio sono particolarmente significativi soprattutto per coloro che abitano nelle comunità rurali. Ma non solo: è necessario sottolineare infatti che non tutti i pazienti che risultano poco serviti abitano in tali aree». I risultati dello studio indicano che l’utilizzo dei servizi di tele-farmacia è stato già autorizzato, sebbene in forme diverse tra loro, in 23 Stati, ovvero nel 46 per cento del totale. In altri 6 (il 12 per cento) sono stati sviluppati programmi-pilota per eseguire fasi di test. Mentre in 5 Stati i servizi sono stati consentiti di fatto in via indiretta. Ciò nonostante, in circa un terzo degli Stati americani non sono ancora state approvate le norme necessarie: si tratta di 16 casi.