«La Commissione europea è cosciente delle preoccupazioni manifestate in riferimento alle carenze di farmaci o di prodotti farmaceutici ad uso umano. Si tratta di un problema serio che può riguardare numerosi pazienti in tutto il territorio dell’Ue». A spiegarlo è stato lo stesso organismo esecutivo di Bruxelles, in una risposta fornita ad un’interrogazione scritta presentata dal deputato europeo John Stuart Agnew, del gruppo Europa delle Nazioni e della Libertà. Il parlamentare inglese aveva sottolineato nel testo che «una serie di fattori sta esacerbando il fenomeno» e aveva chiesto alla Commissione se la stessa avesse «analizzato l’impatto dell’importazione parallela di medicinali: dal momento che quest’ultima potrebbe essere legata alle carenze di farmaci, effettuare uno studio potrebbe aiutare ad introdurre normative specifiche. Inoltre, potrebbe aiutare gli Stati membri a pianificare i loro stock di medicinali».

Nella sua risposta, il commissario Ue alla Salute, Vytenis Povilas Andriukaitis, ha spiegato che «le principali ragioni delle carenze sono legate a problemi di fabbricazione, di quote industriali, di parallel trade legale, o semplicemente economiche, come nel caso dei prezzi (il che ricade nelle competenze dei singoli Stati membri)». Il membro della Commissione guidata da Juncker ha spiegato che non è stato avviato uno studio come quello ipotizzato da Agnew, ma che «il 25 maggio del 2018 è stato organizzato un meeting con degli esperti provenienti dalle nazioni europee», proprio al fine di «assicurare che la legislazione comunitaria sia in grado di garantire la continuità di approvvigionamento dei prodotti farmaceutici». Al termine dell’incontro, secondo Andriukaitis «si è convenuto circa la necessità, da parte gli Stati membri, di introdurre restrizioni specifiche al fine di limitare i rischi di carenze. Anche la European Medicines Agency sta lavorando all’implementazione di varie misure finalizzate ad aggredire il problema. Esse includono un reporting dei casi di carenza di medicinali». Come riportato ai propri lettori da FarmaciaVirtuale.it, all’inizio di febbraio un’altra eurodeputata, Mireille D’Ornano, del gruppo Europe of freedom and direct democracy (Efdd), aveva depositato un’interrogazione sullo stesso tema. Domandandosi in particolare se a causare il fenomeno siano o meno «le scelte delle industrie».

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