«Un risparmio stimato da varie associazioni di consumatori tra i 500 e i 900 milioni milioni di euro annui, un migliore accesso alle cure in libera scelta, nel rispetto della Costituzione Italiana, una più capillare fruizione e valorizzazione di competenze e servizi, concorrenza etica, a tutto vantaggio del cittadino, a costo zero per lo Stato». Sarebbero questi i vantaggi derivanti dalla concessione, agli esercizi di vicinato, della possibilità di commercializzare i farmaci di fascia C con ricetta, a carico del cittadino. E’ quanto evidenziano le sigle Fnpi, Mnlf, Federfardis, Lpi e Culpi, in rappresentanza dei farmacisti titolari di parafarmacia, in un comunicato congiunto diramato agli organi di informazione. «Il cittadino e il suo benessere sono al centro di ogni scelta legislativa – spiegano le sigle -, a maggior ragione nel delicato e nevralgico ambito sanitario, e le parafarmacie e i farmacisti che vi lavorano sono in questo senso una potente risorsa sociale, sanitaria, professionale, economica e occupazionale». A tal proposito, prosegue la nota, «il benessere del cittadino dunque passa anche dal potenziamento delle parafarmacie, e la strada legislativa è una sola: permettere la dispensazione dei farmaci da prescrizione a carico del cittadino anche in parafarmacia, sempre per definizione alla presenza obbligatoria del farmacista, laureato e abilitato, che resta tale ovunque lavori».

Le sigle pongono inoltre l’attenzione sulla dinamica in base alla quale numerose famiglie rinunciano alle cure, condizione che, spiegano, «ha raggiunto proporzioni allarmanti, investendo 11 milioni di Italiani, vittime del calo progressivo della spesa sanitaria pubblica in favore di quella privata, arrivata al 2,2% del PIL e con un tasso di crescita superiore a quello dei consumi totali». In sostanza, sottolineano, come «le famiglie più povere sono le principali vittime della vocazione sempre meno pubblica del sistema sanitario, e dell’impronta protezionistica nel caso della distribuzione del farmaco privata. Proprio sui farmaci di fascia c, notizia recente, sono previsti rincari, calmierabili con l’introduzione di ragionevoli ed etici elementi di concorrenza nel settore». Per il raggiungimento dei loro obiettivi, pochi giorni addietro, le sigle Fnpi, Mnlf, Culpi, Federfardis e Lpi avevano ritenuto illegittimo il tavolo insediato presso la Fofi, per la discussione dei problemi relativi agli esercizi di vicinato.

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