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Otofarma, crescita record e prospettive con l’Ipo nel 2025

Il gruppo audioprotesico ha chiuso il 2024 con ricavi a 15,1 milioni di euro (+29%) e punta alla Borsa per accelerare i piani di espansione organica e acquisitiva.


Otofarma, realtà leader nel settore degli apparecchi acustici distribuiti attraverso il canale farmaceutico, ha registrato nel 2024 un fatturato di 15,1 milioni di euro, con una crescita del 29% rispetto all’anno precedente. L’Ebitda si è attestato a 3 milioni di euro, corrispondente a un margine operativo del 19,7%. Risultati che hanno confermato un tasso di crescita annuale composto superiore al 30% negli ultimi cinque anni. Fondata nel 2016 da Gennaro Bartolomucci, presidente con oltre 50 anni di esperienza nel settore, e guidata dalla Ceo Giovanna Incarnato Bartolomucci, l’azienda opera con un modello innovativo che integra telemedicina, personalizzazione dei dispositivi e una rete di oltre 4mila farmacie affiliate.

Esigenze del paziente ipoacusico

Giovanna Incarnato Bartolomucci, Ceo di Otofarma, ha spiegato che «il modello di business che abbiamo sviluppato e messo a punto ci posiziona come un vero e proprio unicum in grado di seguire le esigenze del paziente ipoacusico in maniera capillare, con una fitta rete di farmacie affiliate e un processo produttivo strutturato e snello che ci consente di personalizzare e rendere unico ogni singolo apparecchio».

Rafforzamento della capacità produttiva e di ricerca e sviluppo

Quanto al futuro, Incarnato Bartolomucci ha spiegato che «abbiamo oggi importanti progetti di crescita organica, correlati a una espansione della nostra forza vendita e a una penetrazione delle farmacie ancora più intensa, ma miriamo anche a potenziali operazioni straordinarie, per accelerare l’espansione geografica e di prodotto. Non ultimo, contiamo a breve di individuare una nuova sede operativa in Lombardia per rafforzare la nostra capacità produttiva e di ricerca e sviluppo, spostandoci anche dal punto di vista industriale verso il nostro principale mercato di riferimento. Per sostenere i nostri piani di sviluppo guardiamo quindi alla quotazione in Borsa come una grande opportunità».

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