Omeopatia, fatturati in calo nel primo semestre 2026
Omeoimprese ha segnalato calo di fatturati nel primo semestre 2026, costi in aumento e complessità logistiche della supply chain.
Nel primo semestre del 2026, il mercato italiano dei medicinali omeopatici ha registrato una flessione del 9,8% a volume, secondo i dati diffusi il 1 ottobre da Omeoimprese, sigla delle aziende produttrici e distributrici di medicinali omeopatici e antroposofici in Italia. Per l’associazione, il dato è la risultante della sovrapposizione di due criticità: una di natura congiunturale, legata al quadro economico e geopolitico internazionale, e una strutturale, riconducibile alle condizioni normative e regolatorie in cui opera il comparto in Italia.
Materie prime, energia e logistica appesantiscono i bilanci delle imprese
Sul fronte produttivo, le tensioni geopolitiche e l’instabilità dei mercati internazionali hanno accentuato la vulnerabilità della filiera, e hanno inciso sui costi di materie prime, energia, trasporti e materiali da imballaggio. La filiera omeopatica, che impiega componenti di origine vegetale, minerale e animale e si appoggia a un’ampia rete di fornitori, è coinvolta direttamente nelle dinamiche. Come riportato da alcune imprese associate a Omeoimprese, i costi del packaging in plastica sono aumentati fino al 7% e quelli del vetro del 3%, con ulteriori maggiorazioni applicate alla logistica e ai trasporti in conseguenza del rincaro dei carburanti, una delle aziende del settore ha segnalato l’introduzione, da parte dei corrieri, di un Contingency fuel adjustment pari al 3,8%.
Allungamento dei tempi di approvvigionamento
Alle pressioni sui costi si è aggiunto l’allungamento dei tempi di approvvigionamento: per materiali come l’alluminio le consegne sono passate da sei a nove settimane, mentre gli orizzonti di programmazione richiesti dai fornitori si sono estesi dai precedenti quattro-sei mesi a un intervallo di nove-dodici mesi. Omeoimprese ha osservato che la situazione impone alle imprese la revisione della programmazione produttiva, delle scorte e dell’organizzazione logistica e che, qualora proseguisse, potrebbe tradursi in ulteriori pressioni sui costi e sulla capacità di garantire regolarità e puntualità delle forniture.
Tradizione omeopatica nazionale nel percorso autorizzativo
Sul piano regolatorio, secondo Omeoimprese in Italia nessun medicinale omeopatico autorizzato dall’Aifa dispone attualmente di indicazioni terapeutiche approvate, a differenza di quanto avviene in Francia e Germania, dove strumenti di valutazione specifici hanno permesso ad alcune specialità di riportare ambiti di utilizzo, posologia e informazioni approvate per il paziente, per l’associazione, la norma italiana prevede la possibilità di definire un percorso autorizzativo che tenga conto delle caratteristiche della tradizione omeopatica nazionale, ma la possibilità non è stata finora resa operativa, con conseguenze dirette, a giudizio di Omeoimprese, sulle imprese, sui cittadini e professionisti sanitari in cerca di riferimenti chiari e autorizzati.
Confronto con l’andamento generale del mercato farmaceutico
Il calo registrato dal comparto omeopatico si colloca nel contesto di crescita complessiva del mercato farmaceutico italiano. Su dati Iqvia relativi ai primi mesi del 2026, il mercato retail della farmacia è cresciuto a valore del 3,6%, mentre il comparto consumer health è rimasto sostanzialmente stabile, con un incremento dello 0,1%, i volumi complessivi del mercato hanno invece registrato una contrazione più contenuta, pari all’1,5%, a fronte del 9,8% rilevato per i medicinali omeopatici. Il Rapporto Osmed 2025, pubblicato da Aifa nell’agosto 2026, ha indicato una spesa farmaceutica complessiva italiana pari a 39,3 miliardi di euro, in aumento del 6% rispetto al 2024, con una spesa pubblica attestata a 28,4 miliardi di euro, in crescita del 5,8%, nell’assistenza convenzionata il consumo medio è aumentato dell’1% rispetto all’anno precedente.
Corretta informazione per scelte consapevoli
Silvia Nencioni, presidente di Omeoimprese, ha spiegato che «stiamo attraversando una fase particolarmente complessa. Da una parte le imprese devono assorbire pressioni crescenti sui costi di produzione, sugli approvvigionamenti e sulla logistica, dall’altra continuano a confrontarsi con un quadro normativo che presenta rigidità e nodi ancora irrisolti. Sono due piani diversi, ma oggi finiscono per sommarsi e incidere sulla capacità del settore di operare e svilupparsi. Non chiediamo regole meno rigorose. Chiediamo un quadro chiaro, coerente e capace di riconoscere le specificità del comparto, nel pieno rispetto delle garanzie previste per tutti i medicinali. L’informazione corretta non è soltanto uno strumento di mercato: è una condizione necessaria perché cittadini e professionisti possano orientarsi in maniera consapevole».
Centralità di indicazioni e del ruolo dei professionisti sanitari
Nencioni ha poi sottolineato che «mentre cresce l’attenzione verso prevenzione, appropriatezza e uso responsabile dei medicinali, un comparto che può contribuire alla pluralità degli approcci terapeutici registra una contrazione molto più forte rispetto al mercato nel suo complesso. Non si tratta di contrapporre un modello di cura a un altro, ma di creare le condizioni perché le diverse opzioni riconosciute dall’ordinamento possano essere conosciute e valutate all’interno di un quadro regolatorio chiaro e di un’informazione corretta. È anche dalla capacità di integrare strumenti diversi, nel rispetto delle rispettive indicazioni e del ruolo dei professionisti sanitari, che passa una visione più ampia e responsabile della salute».